Tim, quattro anni di vacanza contrattuale in cambio di un’elemosina di 120€ in natura

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Il 18 luglio le RSU di TI Sparkle (e le Segreterie dei sindacati firmatari anche quelli non votati dai lavoratori) sono state convocate da Relazioni Industriali per “prendere atto” di quanto già deciso in merito all’indennità di vacanza contrattuale.


Ricordiamo che i soliti noti CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto, in data 23 novembre 2017 un accordo ponte per il triennio 2015-2017 con una proroga fino al 30 giugno 2018, per coprire gli anni di assenza del CCNL.


Al di là della propaganda dei sindacati firmatari e dell’azienda un conto è avere buoni e servizi aggiuntivi alla retribuzione, ben altra cosa è accettare di convertire parte della retribuzione in buoni e servizi.


Tale accordo, pur non essendo stato approvato nelle assemblee in TI Sparkle, invece di prevedere una “congrua” somma in contanti, stanzia 120€ in “natura” con buoni o certificazioni più o meno immateriali.


Si tratta chiaramente, per dirla eufemisticamente, del solito misero piatto di lenticchie, che NON SOLO non copre 4 anni di vacanza contrattuale, ma è pure somministrato come MINESTRA VIRTUALE.


Appare diretta la connessione tra i tagli ai servizi del welfare pubblico rivolti alle famiglie e il desiderio, da parte di chi lavora, che l’azienda possa supplire a tali lacune.


Siamo in presenza del solito cavallo di Troia: uno strumento che dietro la maschera della defiscalizzazione, introduce un pericoloso istituto nella contrattazione aziendale che siamo certi sarà sempre più pesantemente utilizzato d’ora in avanti.

L’obiettivo di fondo è quello di dare sempre meno soldi in busta paga, impoverire il suo potere d’acquisto reale, costringerlo al consumismo e all’acquisto obbligato (magari anche non necessario) e ingrassare il business dell’ecosistema degli imprenditori collegati a queste iniziative, con il beneplacito dell’Azienda e dei soliti noti, i sindacati senza voti ma con agibilità sindacali in base a regole capestro che si sono dati per escludere la democrazia dalle relazioni sindacali.


Non dimentichiamo che il gruppo TIM ha distribuito a pioggia (e continua a farlo)  stipendi e bonus ultra milionari ai suoi manager di passaggio che hanno saputo fare molto bene solo i loro interessi personali.


Scordiamoci aumenti salariali in busta paga, anche perché quelli che ci sono arrivati sono pure assorbibili!


A lato dell’incontro abbiamo chiesto cosa l’azienda stesse facendo per risolvere la spinosa questione dei Ticket della società QUI Group. Ricordiamo che i buoni pasto sono un diritto economico e devono poter essere utilizzati senza alcuna limitazione dai lavoratori.


L’azienda ci ha risposto che il tema è all’attenzione degli uffici legali e a breve ci hanno garantito che saranno comunicate le decisioni prese. Abbiamo sottolineato che i ticket accumulati dovranno essere o monetizzati o convertiti in ticket del nuovo gestore. La questione è molto delicata e la seguiremo fino alla sua conclusione e deve essere a garanzia sia dei lavoratori di TIM che degli incolpevoli lavoratori della società Qui Group.



Teresa Adamo, Maria Franca Bernardi, Marco Bruti, Francesco Perelli (TI Sparkle)


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