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CATTANEO DA' LA PAGHETTA AI DIPENDENTI A QUANDO LA RESTITUZIONE DEL PDR E LA RINUNCIA AI SUOI BONUS MILIONARI?

Roma -

Roma, 13/03/2017

 

La presentazione del piano industriale a tutti i sindacati confederali di venerdì 10 marzo è stata l’occasione per inscenare un clamoroso colpo di teatro.

Sul piano industriale pesano le incertezze degli assetti proprietari (in primis la vicenda Mediaset-Vivendi), le grandi manovre sui contenuti (TIM ha fatto timide offerte sui diritti del calcio in streaming non ancora assegnati) e lo spostamento di investimenti dai settori tradizionali del business, che comunque rappresentano percentuali maggioritarie sui ricavi, fino alle nuove tecnologie (5G e fibra) i cui ritorni sono molto incerti.

Ma in un incontro con le organizzazioni sindacali CGIL CISL, UIL e UGL, che in teoria dovrebbero rappresentare la voce dei lavoratori, non sono state fatte le doverose domande sulle pesanti conseguenze di quelle che, con un’espressione ipocrita, TIM definisce piano delle efficienze e che nella mente dei grandi decisori aziendali passano per:

• Demansionamenti ;

• Libertà nei trasferimenti coatti ;

• Controllo individuale ;

• Blocco dell’anzianità, eliminazione delle indennità, rimodulazioni peggiorative di orario di lavoro e imposizione di programmazione di ferie ed EF .

Così, per evitare di parlarne, dal cilindro del mago è spuntato un premio una tantum, in realtà un PIATTO DI LENTICCHIE, per provare a sedare l’ira dei dipendenti, a cui va il merito di aver evitato una firma, probabilmente già pronta, su tutte le richieste aziendali.

 

La voglia di lottare dei nostri colleghi ha sorpreso l’azienda e i sindacati confederali, disabituati da tempo a una qualunque lotta rivendicativa e li ha portati a una vera crisi di nervi. CISL UIL e UGL si sono già schierati dalla parte dell’azienda, la CGIL continua, nel suo imbarazzante tentativo malriuscito di autosufficienza, a proclamare scioperi e iniziative senza pronunciarsi in modo chiaro e netto sui temi più importanti, a partire dal rifiuto del Jobs Act nel contratto. In questo contesto ci sono poi i sindacati conflittuali e di base (USB, Cisal, Cobas, Snater e Cub) che si stanno coordinando nella costruzione della piattaforma comune e con iniziative unitarie, nell’ovvio presupposto che la vera unità si pratica sui contenuti e che da soli non si va da nessuna parte.

 

Che quindi l’azienda stia serena: per quanto ci riguarda, nonostante il colpo di magia, il piatto di lenticchie non ci sfama e non servirà per farci inchinare alle sole richieste aziendali. La lotta continuerà ancora più dura perché questa è una battaglia epocale: se si cedono diritti e dignità ora, non sarà più possibile riconquistarli. I lavoratori lo sanno e non molleranno.

Restituire il PDR ai lavoratori, la richiesta resta ancora valida!

NESSUNA FIRMA SENZA IL CONSENSO DEI LAVORATORI!