Guerra aperta nella fibra ottica CHI CI RIMETTE SONO SEMPRE I LAVORATORI

Roma -

Roma, 25 luglio 2017

 

L置scita di Flavio Cattaneo solo l置ltima delle conseguenze della guerra che si sta combattendo su molti fronti attorno a TIM: non solo tecnologica e commerciale ma soprattutto politica e finanziaria.

Sul fronte tecnologico e commerciale, la creatura renziana di Enel Open Fiber, per cablare in ultrabroadband le zone definite 殿 fallimento di mercato, rischia di tradursi in un autentico fallimento. Aggiudicandosi anche il secondo bando pubblico per la costruzione della rete in fibra ottica dal quale per TIM si ritirata, decidendo di cablare per conto proprio senza incentivi, rischia di vanificare un finanziamento europeo di oltre tre miliardi che potrebbero diventare inutilizzabili, poich configurerebbe di fatto un aiuto di stato (un段nfrazione prevista dalle leggi europee sulla concorrenza). La situazione di OPEN FIBER diverrebbe estremamente precaria, piena com定 di debiti dopo l誕cquisto della societ Metroweb per oltre 700 milioni, prezzo gonfiato dopo il rifiuto di TIM di acquisirla.

Sul fronte politico, lo scontro tra Cattaneo e il ministro Calenda all誕rma bianca. ノ evidente che il netto rifiuto di TIM di partecipare ai bandi INFRATEL e di avviare un piano di cablatura concorrente ha provocato la reazione del Governo che ha scatenato su TIM l但GCOM e, pi di recente, la Guardia di Finanza. Ma il fronte travalica i confini nazionali e si allarga all脱uropa. Mentre da anni TIM si ritirata dallo scenario Europeo, Open Fiber ha nominato nella sede di Bruxelles un manager di punta come Luigi Gambardella, noto esperto lobbista. L誕ttivit di lobby infatti nel settore delle Telecomunicazioni sar fondamentale nei prossimi mesi per assicurare una pi stringente regolamentazione che favorir un modello di business in cui societ come Open Fiber costruiscono e gestiscono le nuove reti in fibra senza competere nel mercato dei clienti finali con altri operatori.

La guerra prosegue sul piano finanziario, in primo luogo nella pesante guerra legale di Vivendi con Mediaset per la mancata acquisizione di Premium, inasprita dagli avvisi dell但gcom che ha ingiunto al gruppo francese di scegliere tra la maggioranza in Tim o scalare Mediaset entro il 19 aprile del 2018 per risolvere la posizione dominante nel mercato delle Tlc e dei media.

In questo complesso scenario, occorre sempre tenere a mente che il Capitale ha un unico obiettivo, il profitto ma al suo interno soffre aspre guerre tra gruppi finanziari cui seguono tregue e periodi di normalizzazione.

Gli scenari che possono aprirsi ora sono molteplici e tutti possibili. Certamente l誕llontanamento di Cattaneo la prima mossa di Vivendi per dimostrare volont di distensione verso il Governo italiano.

Quello che certo che il capitalismo di rapina non si fermer qui. Dal trasferimento di ricchezza dei lavoratori, spremuti da anni in nome del contenimento del costo del lavoro, ai manager, oggetto di premi e buonuscite milionarie, intanto si procede con la decisione scandalosa di fare cassa con i nostri sacrifici per spostare, direttamente nelle tasche dell弛rmai ex A.D, una indecente buonuscita milionaria.: ma davvero il Governo non pu impedire tale scempio nel solo nome del libero mercato?

Ai lavoratori dubbiosi sull弾fficacia di una opposizione a tutto questo diciamo che occorre:

rifiutare tutti gli accordi in perdita proposti dall誕zienda, che sono solo diminuzione di diritti e 菟iatti di lenticchie che non avremo mai: noi non li aiuteremo a stingere ancora pi forte il cappio intorno al nostro collo

Ripartire con la lotta senza tregua

Rilanciare la nostra proposta di piattaforma per rivendicare e riprenderci tutto il maltolto

 

La lotta la nostra unica speranza per difendere il nostro posto di lavoro e un giusto salario!