I lavoratori votano No all’accordo truffa - Sconfitti Telecom, CGIL CISL UIL e UGL

Roma -

Con una grande partecipazione al referendum, le lavoratrici e i lavoratori del Caring di Telecom Italia hanno respinto con quasi il 56% di NO l'ipotesi di accordo che li vuole precari, controllati, demansionati e ulteriormente ricattabili e sottopagati, sottoscritto il 18 dicembre da Telecom Italia e FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, SLC-CGIL, UGL . 
L’Unione Sindacale di Base, in tutte le assemblee a cui ha partecipato, ha sostenuto in maniera convinta l’esigenza di respingere questo accordo.

Nel clima pesante che si respirava in azienda e nel Paese risalta con forza il coraggio e la determinazione dei lavoratori che in tanti hanno deciso di votare NO.Un testo, quello proposto dall’Azienda e dai Sindacati complici, che nei contenuti ricalca le tesi del Jobs Act. La vittoria del NO è quindi un segnale importante, che rompe con l’idea dei lavoratori piegati e rassegnati. È un NO consapevole che chiede una risposta sindacale adeguata e conseguente.

 


L’USB telecomunicazioni, che si è costituito da poco nel gruppo Telecom Italia, dice chiaramente che questo accordo è morto e sepolto e invita i lavoratori e le lavoratrici alla mobilitazione e alla massima vigilanza per essere soggetti attivi della riapertura della discussione di una nuova ipotesi d’accordo da cui riparta una stagione di diritti e dignità per tutti e tutte a partire da chi lavora in cuffia.
Telecom e CGIL, CISL, UIL, UGL giù le mani dai diritti dei lavoratori!
 
USB Nazionale Lavoro Privato
USB Telecomunicazioni