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            <title>Rss Feed telecomunicazioni.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di telecomunicazioni.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Tue, 19 May 2026 18:01:36 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Tue, 19 May 2026 18:01:36 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 12:47:02 +0200</pubDate>
                        <title>WINDTRE RINNOVO DEL CONTRATTO INTEGRATIVO DI 2° LIVELLO</title>
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                        <description>NELLE TLC LE AZIENDE CHIUDONO LE TRATTATIVE E SCARICANO I COSTI SU CHI LAVORA
IL CASO WINDTRE NON È ISOLATO</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Telecomunicazioni ritiene necessario informare le lavoratrici e i lavoratori del settore TLC sullo stato delle trattative relative ai rinnovi di secondo livello, in un quadro sempre più segnato da chiusure aziendali, rinvii e indisponibilità ad affrontare concretamente il tema salariale.</p>
<p class="text-justify">L’incontro dell’11 maggio 2026 in WindTre riflette la situazione generale nel settore TLC: le aziende si dichiarano aperte al dialogo, ma in realtà chiudono subito ogni discussione su richieste economiche e normative dei lavoratori. Sebbene fosse il primo incontro sul rinnovo del contratto integrativo, WindTre ha già escluso la possibilità di trattare gli aspetti economici, citando esigenze di sostenibilità e riduzione dei costi.</p>
<p class="text-justify">Durante l’incontro, l'azienda ha anche menzionato il costo relativo alla reintegrazione di circa 400 dipendenti a seguito di contenziosi conclusi negativamente; tuttavia, USB ritiene che questa interpretazione sia non corretta. La maggior parte di queste controversie deriva da processi di esternalizzazione precedentemente avviati dalla stessa azienda. Di conseguenza, molti di questi lavoratori e lavoratrici non avrebbero dovuto essere esclusi dal perimetro occupazionale di WindTre.</p>
<p class="text-justify">Tentare di giustificare il blocco dei negoziati salariali e la riduzione di diritti e retribuzioni con i costi derivanti da scelte industriali o organizzative errate è inaccettabile. Questa situazione non riguarda solo WindTre: anche altre grandi aziende del settore mostrano resistenza durante i rinnovi contrattuali di secondo livello. Si evidenzia una strategia diffusa nel settore, che punta a ridurre il costo del lavoro mentre aumentano produttività, flessibilità e carichi.</p>
<p class="text-center"><strong>IL FALLIMENTO DEL RINNOVO DEL CCNL TLC</strong></p>
<p class="text-justify">Questa situazione è anche conseguenza del rinnovo del CCNL TLC, che USB ha criticato fin dall’inizio. Al contrario, CGIL, CISL, UIL e UGL hanno sostenuto un accordo caratterizzato da aumenti salariali minimi, welfare alternativo al salario, maggiore flessibilità e alcune regressioni normative. Si era promesso che il secondo livello avrebbe compensato con migliori salari e condizioni. Tuttavia, oggi emerge la contraddizione di quelle promesse, dato il nuovo rinnovo contrattuale che:</p><ul> 	<li class="text-justify">non recupera l’inflazione reale;</li> 	<li class="text-justify">spalma aumenti su anni;</li> 	<li class="text-justify">riduce il salario reale;</li> 	<li class="text-justify">apre a nuove flessibilità organizzative;</li> 	<li class="text-justify">introduce peggioramenti normativi;</li> </ul><p class="text-justify">Le aziende ora sostengono che anche il secondo livello non sia sostenibile: prima viene indebolito il contratto nazionale, poi viene eliminato quello integrativo.</p>
<p class="text-center"><strong>SALARI FERMI, COSTI IN AUMENTO</strong></p>
<p class="text-justify">Nel settore TLC i salari restano sostanzialmente fermi mentre:</p><ul> 	<li class="text-justify">il costo della vita continua ad aumentare;</li> 	<li class="text-justify">i carichi di lavoro crescono;</li> 	<li class="text-justify">l’organizzazione del lavoro diventa sempre più pesante;</li> 	<li class="text-justify">le trasformazioni industriali vengono scaricate sui lavoratori.</li> </ul><p class="text-justify">Nel caso WindTre, come in molte altre realtà del settore, non si registrano aperture concrete su:</p><ul> 	<li class="text-justify">salario e tutela del potere d’acquisto;</li> 	<li class="text-justify">adeguamento di indennità, reperibilità e lavoro festivo/notturno;</li> 	<li class="text-justify">incremento del valore dei ticket restaurant;</li> 	<li class="text-justify">riduzione dell’orario di lavoro;</li> 	<li class="text-justify">miglioramento delle condizioni nel Customer Care;</li> 	<li class="text-justify">contrasto al part time involontario;</li> 	<li class="text-justify">tutela occupazionale e dei confini contrattuali.</li> </ul><p class="text-justify">Le aziende continuano a parlare di innovazione, intelligenza artificiale, multiservizi e trasformazione digitale, ma quando si parla di redistribuire ricchezza verso chi produce quei risultati emerge sempre la stessa risposta: <strong>“non ci sono margini”.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>LA SOSTENIBILITÀ NON PUÒ PAGARLA CHI LAVORA</strong></p>
<p class="text-justify">USB TLC sottolinea che non si può garantire la sostenibilità del settore penalizzando stipendi, diritti e benessere dei lavoratori e delle lavoratrici. L'intelligenza artificiale e le tecnologie moderne dovrebbero essere impiegate per migliorare le condizioni di lavoro e alleggerire stress e carichi, anziché incrementare la produttività senza una corretta redistribuzione salariale.</p>
<p class="text-justify">Per questo USB continua a rivendicare:</p><ul> 	<li class="text-justify">aumenti salariali veri e strutturali;</li> 	<li class="text-justify">salario stabile e non sostituito dal welfare;</li> 	<li class="text-justify">riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;</li> 	<li class="text-justify">tutela della salute e della dignità sul lavoro;</li> 	<li class="text-justify">contrasto alla precarizzazione e al dumping contrattuale;</li> 	<li class="text-justify">difesa della contrattazione collettiva.</li> </ul><p class="text-center"><strong>BASTA RINVII</strong></p>
<p class="text-justify">Le piattaforme rivendicative devono essere considerate come strumenti fondamentali e non come meri adempimenti da procrastinare indefinitamente. Il salario rappresenta un diritto e non una concessione, così come i diritti dei lavoratori non possono essere oggetto di trattativa commerciale. In assenza di un concreto segnale di cambiamento da parte delle aziende del settore, USB TLC reputa necessario avviare una fase di mobilitazione a sostegno delle vertenze di secondo livello e del personale impiegato nel comparto delle telecomunicazioni.</p>
<p class="text-center"><strong>SALARIO – DIRITTI – DIGNITÀ</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155491</guid>
                        <pubDate>Fri, 08 May 2026 16:37:46 +0200</pubDate>
                        <title>Decreto Primo Maggio e rinnovo TLC</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/decreto-primo-maggio-e-rinnovo-tlc-1649.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il “salario giusto” è una truffa. 
Il 23 maggio USB invita tutti a Roma
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il decreto-legge varato dal Governo alla vigilia del Primo Maggio non offre alcuna risposta concreta all’emergenza salariale che colpisce milioni di lavoratrici e lavoratori, a partire dal settore delle <strong>Telecomunicazioni</strong>, nel pieno del rinnovo del <strong>Contratto di secondo livello</strong>.</p>
<p class="text-justify">Dietro la retorica del <strong>“salario giusto”</strong> si nasconde una scelta politica precisa: <strong>finanziare le imprese e la spesa militare con risorse pubbliche</strong>, mentre salari, pensioni e servizi sociali vengono compressi e sacrificati ai vincoli del Patto di Stabilità.</p>
<p class="text-center"><strong>L’imbroglio del TEC</strong></p>
<p class="text-justify">Con questo decreto, il governo fa un’operazione subdola, che invece di combattere i salari poveri ha l’obiettivo di riconoscerli e legittimarli. Con l’introduzione del <strong>trattamento economico complessivo (TEC)</strong> come requisito per accedere alle decontribuzioni, il Governo oscura i <strong>minimi tabellari (TEM)</strong> e legittima i contratti pirata, il dumping salariale e lo svuotamento della contrattazione nazionale e aziendale.</p>
<p class="text-justify">Anche per i rinnovi nel settore TLC questo significa poter dichiarare i <strong>salari “adeguati”</strong> mentre <strong>i salari base restano fermi</strong>, i premi sono incerti e il welfare sostituisce gli aumenti in busta paga.</p>
<p class="text-center"><strong>Bonus, agevolazioni fiscali, salari bassi e spesa di guerra</strong></p>
<p class="text-justify">Il decreto include un incentivo poco efficace al rinnovo dei contratti. L'articolo 11 prevede un aumento automatico del 30% dell'IPCA per i contratti scaduti da almeno 12 mesi, ma l'adeguamento all'inflazione è minimo e calcolato su un indice che esclude gli aumenti energetici importati, permettendo così ai datori di lavoro di rimandare il rinnovo dei contratti per lunghi periodi. Intanto miliardi vengono destinati al <strong>riarmo e alla spesa militare</strong>, sottraendo risorse a salari, contratti e welfare, <strong>mentre bonus e decontribuzioni continuano a trasferire soldi pubblici alle imprese</strong>.</p>
<p class="text-justify">Il risultato è sotto gli occhi di tutti: <strong>salari sempre più poveri e potere d’acquisto che crolla</strong>.</p>
<p class="text-center"><strong>Un attacco alla Costituzione</strong></p>
<p class="text-justify">Ridefinendo il <strong>“salario giusto”</strong>, il decreto colpisce l’<strong>articolo 36 della Costituzione</strong>, che garantisce una retribuzione sufficiente e dignitosa. I tribunali hanno sempre difeso i minimi tabellari: questo decreto li aggira e li svuota.</p>
<p class="text-justify">Per USB il rinnovo del <strong>Contratto di secondo livello TLC</strong> è una vertenza centrale nella battaglia contro salari bassi, precarietà, <strong>spese di guerra</strong>, Patto di Stabilità e lavoro povero.</p>
<p class="text-justify">Scendiamo in piazza per:</p><ul> 	<li class="text-justify">aumenti salariali veri e strutturali;</li> 	<li class="text-justify">difendere minimi tabellari e contrattazione;</li> 	<li class="text-justify">dire no a contratti pirata e dumping salariale;</li> 	<li class="text-justify">fermare bonus e decontribuzioni alle imprese;</li> 	<li class="text-justify"><strong>bloccare la corsa al riarmo e destinare le risorse a salari, pensioni e diritti</strong>.</li> </ul><p class="text-center"><strong>Il decreto Primo Maggio non difende il lavoro:</strong> <strong>lo impoverisce</strong>.</p>
<p class="text-center"><strong>Manifestazione nazionale USB </strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 23 maggio tutte e tutti a Roma è il momento di rispondere</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:54:25 +0200</pubDate>
                        <title>Poste Italiane &amp; TIM: l&#039;infrastruttura connessa del paese finisce in affitto con FiberCop</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/poste-italiane-tim-linfrastruttura-connessa-del-paese-finisce-in-affitto-con-fibercop-1058.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Da inizio 2026 stiamo osservando profondi mutamenti nel mondo delle telecomunicazioni nazionali. Dopo la fusione Fastweb-Vodafone, arriva la notizia di Poste Italiane, che ha lanciato una OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio) totalitaria su Telecom Italia(TIM) con l'obiettivo ad arrivare ad un adesione al 100% e procedere al delisting(la rimozione del titolo azionario della Borsa Italiana) entro fine 2026 con la quota pubblica di capitale che scenderebbe da un 65% a poco più del 50%, cose che si tradurrebbero in meno trasparenza e più libertà di ristrutturazioni lontane dai riflettori.</p>
<p>Questa operazione da 10,8 miliardi di euro rischia di scaricare costi e contraddizioni su lavoratori, utenti e territori.</p>
<p>Poste-TIM si sta trasformando in un colosso commerciale e di piattaforma di servizi, vendita, cloud, PA, rinunciando alla gestione dell'infrastruttura rete-fibra, ormai scorporata e gestita da FiberCop (che è nata a seguito del trasferimento della rete secondaria di TIM), a sua volta gestita da KKR (con presenza pubblica minoritaria), rinunciando di fatto al suo cuore infrastrutturale. La rete di Poste-Tim e della sua piattaforma “intelligente” per l'Italia e la sua crescita, è letteralmente “in affitto”, detenuta da FiberCop. Il futuro industriale di Poste-TIM passa da contratti, prezzi e condizioni imposte lungo una filiera dove la rete sta fuori dal controllo diretto della “nuova” Poste-TIM: con la rete è “separata”, aumenta la possibilità di fare da “scaricabarile” sui costi (manutenzione, interventi, rollout) spingendo sempre più attività lungo appalti e subappalti, con compressione di salari, tempi e sicurezza.</p>
<p>Quando l’infrastruttura diventa asset finanziario, il servizio pubblico diventa un business pagato da chi lavora e chi usa il servizio. Una rete governata da logiche commerciali e profitti è quello che si prospetta all'orizzonte, e questo si traduce in rischi sia per i lavoratori (licenziamenti, appalti, esternalizzazioni) che per la qualità dei servizi stessi (priorità di investimenti e copertura, servizi premium etc.). Il controllo pubblico sulla società, per quanto intorno al 50% non è una garanzia se non è accompagnata da vincoli industriali, occupazionali e sociali.</p>
<p>Per l'USB le condizioni di questa operazione dovrebbero essere chiare e immediate e dovrebbero comprendere un piano industriale pubblico, zero esuberi diretti e indiretti, uno stop ad esternalizzazioni e reinternalizzazioni, trasparenza totale sui rapporti FiberCop-TIM, vincoli di sicurezza e per gli organici, in modo che nessuna ottimizzazione riduca il numero di posti di lavoro, la qualità dei servizi erogati e i territori coperti da essi.</p>
<p>Poste-Tim senza rete rischia di essere un gigante a cui manca la cosa più importante.</p>
<p>E se la rete resta fuori, in un perimetro governato da logiche finanziarie, allora la “sovranità digitale” è uno slogan e il conto lo pagano lavoro e utenti.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base rimane al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici delle società coinvolte, che vedranno stravolte le loro condizioni lavorative in peggio, e dei cittadini, che invece di ricevere un servizio necessario e che dovrebbe essere pubblico si ritrovano a pagare un’azienda che non possiede nemmeno i propri mezzi di distribuzione e la propria infrastruttura. Vogliamo chiarezza su questa operazione e garanzie e tutele per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Telecomunicazioni</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155202</guid>
                        <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:43:29 +0200</pubDate>
                        <title>Campagna Adesione TLC 2026</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/campagna-adesione-2026-1746.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Entra in USB Telecomunicazioni</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>ORGANIZZATI, LOTTA, CAMBIA I RAPPORTI DI FORZA</strong></p>
<p class="text-center"><strong>PIÙ FORTI NOI. PIÙ FORTE TU</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 19:21:57 +0100</pubDate>
                        <title>Lavoro, Tecnologia e diritti nell&#039;era dell&#039;IA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/lavoro-tecnologia-e-diritti-nellera-dellai-1925.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie sono spesso presentate come progresso inevitabile, ma stanno già causando licenziamenti e precarietà. I costi di questa trasformazione gravano sui lavoratori, mentre profitti e potere si concentrano nei grandi gruppi industriali e finanziari. Come Unione Sindacale di Base, rifiutiamo la narrazione che giustifica la perdita di posti di lavoro per innovazione: tecnologia senza regole e diritti diventa strumento di sfruttamento. Proponiamo un modello alternativo, dove l’innovazione migliori condizioni di vita e lavoro, non cancelli diritti. Difendere il lavoro nell’era dell’AI significa difendere dignità, giustizia sociale e futuro.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">LAVORO, TECNOLOGIA E DIRITTI NELL’ERA DELL’IA</p>
<p class="text-center">L’Intelligenza Artificiale sta già&nbsp;sostituendo lavoratrici e lavoratori</p>
<p class="text-justify">La trasformazione tecnologica attuale, simile a una rivoluzione industriale, sta cambiando il lavoro, rendendolo meno remunerato e riducendo posti nei servizi tramite la dematerializzazione. L'automazione e la digitalizzazione, se non gestite strategicamente, possono accentuare le disuguaglianze sociali. Alcune aziende hanno già sostituito fino al 10% del personale con sistemi automatizzati; per i lavoratori, il maggiore ostacolo è adattarsi all'AI. Le rivoluzioni industriali sono complesse e molti lavoratori stanno affrontando le conseguenze della sostituzione tecnologica.</p>
<p class="text-justify">La società moderna è composta da un gran numero di individui e presenta i seguenti aspetti:</p><ul> 	<li class="text-justify">L'evoluzione tecnologica accelera e i profitti mostrano una crescita costante.</li> 	<li class="text-justify">La forza lavoro si riduce mentre le politiche di tutela rimangono invariate.</li> </ul><p class="text-justify">L'evoluzione attuale dell'intelligenza artificiale sta delineando nuovi scenari nel contesto lavorativo, aumentando la probabilità che alcune mansioni vengano automatizzate.</p>
<p class="text-justify">Tale trasformazione si riflette in diversi fenomeni:</p><ul> 	<li class="text-justify">Ampie fasce di lavoratori digitalmente vulnerabili e facilmente sostituibili</li> 	<li class="text-justify">Una limitata élite composta da super-specialisti</li> 	<li class="text-justify">Multinazionali che supervisionano e gestiscono le operazioni a livello centrale</li> </ul><p class="text-justify">Questa è solo una fase iniziale. In Italia, la forza lavoro è soggetta a un numero superiore di ore lavorative, con retribuzioni più basse e una maggiore durata del periodo lavorativo rispetto ad altri Paesi, nei quali l'orario di lavoro si è ridotto progressivamente negli ultimi anni.</p>
<p class="text-justify">Nel panorama internazionale attuale, l'intelligenza artificiale contribuisce in modo rilevante alla diminuzione della domanda di manodopera e all'aumento dei profitti. In tale contesto, una possibile risposta razionale consiste nella riduzione dell'orario di lavoro, mantenendo invariato il salario, ipotizzando una settimana lavorativa di 32 ore distribuite su quattro giorni.</p>
<p class="text-justify">Proteggere le retribuzioni, la preservazione dei posti di lavoro e la gestione degli effetti causati dall'automazione e dall'intelligenza artificiale sulle trasformazioni del settore industriale rappresentano obiettivi fondamentali.</p>
<p class="text-justify">Attualmente, l'Italia si trova in una posizione vulnerabile a causa della crisi energetica, dei dazi commerciali e dei conflitti internazionali, rischiando conseguenze più gravi rispetto ad altri paesi europei. È essenziale che la Cassa integrazione non sia usata solo per coprire bassi salari.</p>
<p class="text-justify">Per affrontare queste sfide, è necessaria una strategia fondata su:</p><ul> 	<li class="text-justify">Nazionalizzazione dei settori strategici</li> 	<li class="text-justify">Intervento pubblico per ridurre le fragilità e i divari tecnologici</li> 	<li class="text-justify">Un SALARIO DI TRANSIZIONE che copra il 100% del salario perso e sia indicizzato all’indice FOI.</li> </ul><p class="text-justify">L’AI non deve diventare uno strumento di licenziamento di massa, la tecnologia deve migliorare la vita delle persone, non distruggerla.</p>
<p class="text-center">Difendiamo il lavoro ! Difendiamo i diritti !</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154697</guid>
                        <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 16:05:41 +0100</pubDate>
                        <title>Ericsson IT Solutions Services S.p.A.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/ericsson-it-solutions-services-spa-1609.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Necessità di una strategia industriale forte e strumenti efficaci per proteggere i lavoratori</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il 13 febbraio nel corso dell’incontro relativo alla procedura ai sensi della legge 223/91. La procedura riguarda il licenziamento collettivo di 51 dipendenti, tra impiegati e quadri, oltre a 2 dirigenti.</p>
<p class="text-justify">USB ha evidenziato che il settore sta attraversando una trasformazione strutturale, le cui attuali modalità di gestione generano effetti negativi come riduzione della produzione, uso continuativo degli ammortizzatori sociali e diminuzione dell’occupazione qualificata.</p>
<p class="text-justify">L’impegno di Ericsson in Italia appare sempre meno incisivo e non orientato alla crescita.</p>
<p class="text-justify">I volumi produttivi sono in calo, gli stabilimenti operano a capacità ridotta e le principali decisioni strategiche su piattaforme e tecnologie vengono prese fuori dal territorio nazionale.</p>
<p class="text-justify">Gli investimenti annunciati non configurano un vero piano industriale, ma risultano essere misure di carattere difensivo che non assicurano né la stabilità produttiva né prospettive occupazionali concrete.</p>
<p class="text-justify">La transizione tecnologica viene utilizzata come giustificazione per una progressiva riduzione delle attività industriali. Il rischio concreto è che l’Italia diventi principalmente un’area dedicata agli interventi di aggiustamento sociale, mentre le attività a maggior valore vengono trasferite altrove.</p>
<p class="text-justify">A ciò si aggiunge un contesto produttivo e infrastrutturale nazionale poco avanzato, reso più complesso dalla gestione del PNRR, utilizzato prevalentemente per favorire logiche di mercato anziché processi di ammodernamento del Paese.</p>
<p class="text-justify">In tale situazione, parlare di riconversione dei lavoratori senza strumenti adeguati risulta poco realistico; i costi della riorganizzazione non possono ricadere esclusivamente sui singoli tramite formazione generica o politiche attive di limitata efficacia.</p>
<p class="text-justify">Senza una strategia nazionale sulle telecomunicazioni, la riqualificazione rischia di rappresentare soltanto un accompagnamento all’uscita dal mondo del lavoro.</p>
<p class="text-justify">USB sostiene pertanto l’urgenza di prevedere strumenti straordinari per gestire la transizione industriale:</p><ul> 	<li class="text-justify">Introduzione di un salario di transizione, volto a garantire la continuità del reddito ai lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione;</li> 	<li class="text-justify">Creazione di un fondo nazionale straordinario, finalizzato al rilancio industriale, allo sviluppo tecnologico e alla tutela occupazionale.</li> </ul><p class="text-justify">È necessario che il tavolo di confronto individui se proseguire nella gestione dell’attuale fase di declino o avviare finalmente una politica industriale concreta.</p>
<p class="text-justify">In assenza di specifiche condizionalità sugli investimenti, di un ruolo attivo dello Stato e di strumenti adeguati alla tutela del lavoro, la transizione tecnologica continuerà a gravare esclusivamente sui lavoratori.</p>
<p class="text-justify">USB chiede l’immediata introduzione di un salario di transizione, che copra integralmente la retribuzione persa in caso di ristrutturazione o crisi aziendale, indicizzato all’indice FOI.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154636</guid>
                        <pubDate>Sun, 08 Feb 2026 18:30:17 +0100</pubDate>
                        <title>TELECONTACT / TIM: Basta imposizioni, ricatti e peggioramenti contrattuali, serve rispetto per il lavoro</title>
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		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/telecontact-tim-1850.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Basta imposizioni, ricatti e peggioramenti contrattuali, spacciati per “scelte necessarie”.
Serve rispetto per il lavoro</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il nuovo CCNL delle Telecomunicazioni, firmato a novembre 2025, sta mostrando tutta la sua vera natura: <strong>mano libera alle aziende e attacco frontale alle lavoratrici e ai lavoratori</strong>, soprattutto nel settore CRM/BPO.</p>
<p class="text-justify">La decisione di spostare alcuni dipendenti di Telecontact nella nuova società DNA, passando così al settore CRM/BPO, rappresenta un ulteriore tassello nel piano di TIM che continua a far ricadere sulle persone che lavorano le conseguenze di anni di scelte industriali sbagliate.</p>
<p class="text-justify"><strong>La conseguenza è chiara: più frammentazione, meno tutele e più flessibilità</strong></p>
<p class="text-justify">Il Management è arrivato perfino a minacciare la disdetta del secondo livello pur di piegare i lavoratori alle proprie condizioni: un vero e proprio <strong>ricatto</strong> che punta a spremere più profitti sacrificando vita privata, salute e sicurezza</p>
<p class="text-justify">Per la prima volta nel settore delle telecomunicazioni, le recenti modifiche apportate nell’ambito CRM/BPO sono state presentate come una misura necessaria per garantire la <strong>“sostenibilità”</strong>, ma di fatto introducono una distinzione normativa fra i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Questo consolidamento di un’area contrattuale speciale si traduce in minori tutele, maggiore flessibilità contrattuale e una riduzione dei diritti, configurandosi come un possibile preludio a ulteriori esternalizzazioni.</p>
<p class="text-justify">La posizione dei firmatari del CCNL risulta difficile da spiegare, perché con la firma del contratto collettivo nazionale hanno accettato pienamente la responsabilità delle scelte fatte e delle conseguenze che ne derivano, dichiarando chiaramente il loro consenso.</p>
<p class="text-center"><strong>Flessibilità fuori controllo, diritti schiacciati e rischio concreto di peggioramento sul secondo livello</strong></p>
<p class="text-justify">L’esplicita minaccia da parte del Management di disdettare il secondo livello in caso di mancata accettazione delle condizioni aziendali non è altro che la <strong>“resa incondizionata”</strong> ai desiderata del profitto preparando il terreno a nuove svendite e ricatti.</p>
<p class="text-justify">Significa solo una cosa: più profitto per la dirigenza in cambio di meno diritti, vita privata sacrificata, maggiore stress, impossibilità di programmare la propria esistenza e peggioramento delle condizioni di salute e sicurezza. Un attacco deliberato al diritto a una vita dignitosa.</p>
<p class="text-justify"><strong>Oggi più che mai serve p</strong><strong>artecipazione, serve conflitto, serve un sindacato indipendente e schierato con chi ogni giorno manda avanti l’azienda </strong></p>
<p class="text-center"><strong>Organizziamoci. Difendiamo il presente. Riprendiamoci il futuro.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Unisciti a USB. La forza siamo noi.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154712</guid>
                        <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 19:43:00 +0100</pubDate>
                        <title>SMART WORKING: DA ACI MOBILITY ANCORA UN NO SENZA UNA VERA MOTIVAZIONE!</title>
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		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/smart-working-da-aci-mobility-ancora-un-no-senza-una-vera-motivazione-1946.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB INVITA A FARE TESORO DELL&#039;ESPERIENZA</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nel corso dell’incontro odierno, richiesto dalla nostra Organizzazione Sindacale, abbiamo rappresentato all’Azienda gli effetti della riduzione dello smart working nel mese di gennaio. Tale scelta ha generato difficoltà logistiche e organizzative, aggravando un clima già complesso nei reparti Operation (Front e Back) e Broadcast della sede di Largo Somalia.</p>
<p class="text-justify">Abbiamo evidenziato come la diminuzione delle giornate da remoto abbia avuto impatti negativi sul benessere del personale e, di conseguenza, sulle prestazioni lavorative. In particolare, molti lavoratori hanno registrato ritardi dovuti al traffico e al maltempo, con ripercussioni sull’erogazione dei servizi. L’aumento della presenza fisica ha inoltre creato criticità legate alla gestione delle attività, con effetti sui livelli di attenzione e sullo stress.</p>
<p class="text-justify">Per il reparto Broadcast abbiamo ricordato che la riduzione di una giornata di smart working contrasta con la richiesta aziendale di garantire comunque almeno un operatore da remoto per turno, aumentando ulteriormente la complessità organizzativa.</p>
<p class="text-justify">Abbiamo richiamato anche le problematiche già segnalate allo Spresal negli anni passati — carichi di lavoro elevati, carenza di personale e condizioni che favoriscono stress, ansia e, in alcuni casi, vere e proprie crisi di disagio psicologico, fenomeni purtroppo in crescita.</p>
<p class="text-justify">È stato inoltre ribadito come la percentuale del 60% di smart working adottata nel 2025 abbia prodotto risultati positivi: riduzione delle assenze per malattia, buona produttività, assenza di disservizi in presenza e un numero minimo di ritardi.</p>
<p class="text-justify">Alla luce di questi dati abbiamo chiesto perché non proseguire su una strada che ha dimostrato di portare beneficio sia ai lavoratori sia all’Azienda, ed eventualmente estenderla ad altri settori che potrebbero trarne vantaggio.</p>
<p class="text-justify">Da anni riceviamo risposte evasive e richieste di ulteriori “valutazioni”, mentre il tempo che passa incide sulla salute e sulla vita privata dei lavoratori. Ricordiamo che la nostra richiesta di mantenere il 60% di smart working rappresenta una misura minima rispetto agli interventi strutturali che sarebbero necessari.</p>
<p class="text-justify">USB ha comunicato che, se entro i 15 giorni indicati dall’Azienda non arriveranno risposte concrete, sarà costretta a proclamare lo stato di agitazione. È importante sottolineare che USB sceglie azioni di protesta solo dopo reiterati tentativi di dialogo costruttivo e dopo aver avanzato proposte migliorative.</p>
<p class="text-justify">Il lavoro è un valore fondamentale, ma lo è anche l’impegno, la professionalità e la disponibilità costante che i lavoratori dimostrano ogni giorno. Il mantenimento del posto di lavoro non è una concessione: è il risultato del contributo di persone competenti, affidabili ed efficienti.</p>
<p class="text-justify"><strong><em>Rsa USB Lavoro Privato</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 16:36:27 +0100</pubDate>
                        <title>CCNL TLC: Assorbimenti superminimo individuale </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/ccnl-tlc-assorbimenti-superminimo-individuale-1640.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il Signore dona e toglie...
ma l&#039;Azienda può fare ancora di più!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Da tempo il riconoscimento del superminimo individuale costituisce una valorizzazione specifica delle competenze e dell'apporto del lavoratore. Si tratta di una componente retributiva che <strong><em>non è stata mai soggetta ad assorbimento</em></strong>, anche laddove le lettere di incarico prevedessero clausole di interpretazione ambigua. Tale riconoscimento, attribuito per meriti individuali, <strong>è distinto dagli aumenti contrattuali rivolti alla generalità dei dipendenti</strong>, e non può essere assimilato a questi ultimi.</p>
<p class="text-justify">Tuttavia, nel 2017 si è verificata una significativa variazione. In seguito al rinnovo del CCNL, l'Azienda ha scelto di assorbire unilateralmente i sovraminimi individuali in misura corrispondente agli aumenti economici previsti dal contratto nazionale.</p>
<p class="text-justify">Di conseguenza, gli incrementi salariali ottenuti con il rinnovo sono stati neutralizzati. Ad esempio, un dipendente di 5° livello ha riscontrato una riduzione di 50 euro lordi mensili rispetto a quanto previsto dalle nuove condizioni contrattuali.</p>
<p class="text-justify">Nel 2022 è stata finalmente confermata la posizione che USB sosteneva da tempo: <strong>la Cassazione ha dichiarato illegittimi gli assorbimenti del 2018</strong>, dando ragione ai primi lavoratori che hanno scelto di fare ricorso. Si tratta di un risultato significativo che, tra l'altro, ha portato al rinnovo del 2020 senza alcuna forma di assorbimento - come confermato ufficialmente da ASSTEL alle organizzazioni sindacali.</p>
<p class="text-justify"><strong>La storia si ripete:</strong> nel rinnovo del CCNL a fine 2025 non viene più menzionata la non assorbibilità dei superminimi, senza chiarimenti da parte di ASSTEL. Il 20 gennaio 2026, alcuni lavoratori ricevono una comunicazione che annuncia il nuovo <strong>CCNL TLC 2026–2028 con enfasi su tutele, merito e sostenibilità</strong>.</p>
<p class="text-justify">Un titolo da favola, ma questa volta Babbo Natale non porta doni. I lavoratori comuni non ricevono nulla: vengono annunciate soltanto nuove condizioni mentre vantaggi e privilegi continuano ad essere riservati ai dirigenti e ai quadri.</p>
<p class="text-justify">Così, mentre i dipendenti devono affrontare inflazione, aumento delle spese quotidiane, costi familiari, salute e casa, l’Azienda sceglie di togliere invece che aiutare.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ecco cosa dice testualmente la comunicazione inviata dall’azienda: </strong></p><div style="border:solid windowtext 1.0pt; padding:1.0pt 4.0pt 1.0pt 4.0pt; margin-left:9px; margin-right:19px"><p class="text-justify">“Qualora incrementi riconosciuti nell’ambito di percorsi meritocratici non risultino più coerenti - anche in presenza di mutate condizioni professionali, personali o di contesto che incidano sulla continuità, sull’intensità o sulle prospettive del contributo lavorativo - l’assorbimento a livello di superminimo può essere adottato.”</p></div><p class="text-justify"><strong>Tradotto: Se l’azienda decide che non meriti più qualcosa, te lo revoca.</strong></p>
<p class="text-center">Questa logica mette a rischio la dignità del lavoro e introduce arbitrarietà. USB rifiuta questo modello.</p>
<p class="text-center">Non accettiamo che diritti, salario e riconoscimenti vengano messi in discussione con criteri vaghi.</p>
<p class="text-center"><strong>Non accettiamo che il CCNL sia utilizzato come grimaldello per togliere invece che per garantire.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154260</guid>
                        <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 18:24:19 +0100</pubDate>
                        <title>Sciolta la riserva sul CCNL TLC</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/sciolta-la-riserva-sul-ccnl-tlc-1827.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>SLC-CGIL, Fistel-CISL e UIL-Com
confermano la politica dei salari poveri</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Nella giornata dell’11 dicembre, mentre in molte aziende del settore erano ancora in corso le consultazioni, è arrivata la notizia che SLC-CGIL, Fistel-CISL e UIL-Com avevano sciolto la riserva, approvando un contratto che rappresenta l’ennesima resa ai diktat delle aziende e alla logica dei salari da fame.</p>
<p class="text-justify">Le stesse asseriscono di un presunto 70% di favorevoli, ma la realtà, alla luce delle molteplici segnalazioni provenienti da diverse aree territoriali regioni è ben diversa: rabbia, delusione e una diffusa insoddisfazione che i firmatari si ostinano a non vedere.</p>
<p class="text-justify">È evidente che quando le modalità di consultazione assume carattere meramente formale, l'esito risulta già determinato. Tuttavia, emerge un dato oggettivo: il rinnovo comporterà una progressiva perdita del potere d’acquisto per i lavoratori, senza misure di tutela adeguate per il futuro.</p>
<p class="text-justify">Questo scenario implica retribuzioni in diminuzione, a fronte dell’aumento del costo della vita e del peggioramento delle condizioni generali.</p>
<p class="text-justify">La situazione appare ulteriormente paradossale a causa della posizione adottata dalla CGIL, che proprio nella giornata del 12 dicembre ha proclamato uno sciopero generale per contestare il livello dei salari, giudicati insoddisfacenti, per poi avvallare un rinnovo contrattuale senza modifiche sostanziali rispetto alla situazione economica dei lavoratori interessati.</p>
<p class="text-justify">Con questo rinnovo vengono introdotte, per la prima volta, distinzioni sia di salario che di regole tra i lavoratori in House, CRM / BPO (Call Center) e quelli impiegati tramite appalto. Questo porta a una divisione strutturale fra persone che svolgono le stesse mansioni ma sono trattate in modo diverso, con diritti e salari inferiori.</p>
<p class="text-justify">In un settore già caratterizzato da notevoli disparità, specialmente dovute all'alta presenza femminile, questa decisione rappresenta un attacco diretto ai principi di dignità e uguaglianza.</p>
<p class="text-justify">USB non accetta questa logica di sottomissione e impoverimento. Continueremo la mobilitazione, chiamando tutti i lavoratori a unirsi per rivendicare salari dignitosi, diritti veri e rispetto. Non ci fermeremo finché il lavoro non sarà davvero tutelato e valorizzato.</p>
<p class="text-center"><strong>BASTA LAVORO POVERO! BASTA CONTRATTI AL RIBASSO!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB È DALLA PARTE DI CHI LAVORA.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154243</guid>
                        <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 12:34:31 +0100</pubDate>
                        <title>CCNL TLC: Basta Regali alle Aziende, Difendiamo i Nostri Diritti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/ccnl-tlc-basta-regali-alle-aziende-difendiamo-i-nostri-diritti-1237-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Le lavoratrici e i lavoratori delle Telecomunicazioni stanno affrontando un attacco senza precedenti: la proposta di rinnovo del CCNL TLC, sostenuta da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e UGL, rappresenta una resa totale agli interessi delle aziende. Demansionamento, sospensione della vacanza contrattuale, moratoria sul rinnovo fino a sei anni: queste sono le condizioni imposte, mentre ai lavoratori vengono concessi meno di 300 € lordi in tre anni e peggioramenti normativi inaccettabili.</p>
<p>I dati parlano chiaro: la maggioranza respinge questa proposta vergognosa, e dove passa lo fa solo grazie a una risicata minoranza. Nonostante ciò, i sindacati confederali continuano a spingere per l’approvazione di un contratto che calpesta la dignità e i diritti conquistati con anni di lotte.</p>
<p>USB chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori a ribellarsi a questo ennesimo sopruso! È il momento di alzare la testa, di dire NO a chi svende il nostro futuro e SI a un sindacato che difende davvero chi lavora. Invitiamo tutte e tutti a votare contro questa proposta e ad aderire all’USB: insieme possiamo fermare questa deriva e riconquistare un contratto che metta al centro le persone, non i profitti delle aziende.</p>
<p>Non un passo indietro: la dignità non si svende, si difende.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154101</guid>
                        <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 14:58:04 +0100</pubDate>
                        <title>Rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro TLC - Sciopero Generale il 28 novembre -</title>
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                        <description>Il settore delle telecomunicazioni in Italia sta attraversando una fase critica a causa della mancanza di una strategia industriale definita. A differenza di altri Paesi che proteggono i propri asset strategici, dal momento della privatizzazione il comparto ha visto susseguirsi diversi Governi che hanno consentito alle multinazionali di operare con ampi margini di autonomia, senza l&#039;introduzione di riforme strutturali, investimenti significativi o una visione industriale consolidata.
Le recenti operazioni, tra cui la separazione della rete Telecom e la cessione di Telecontact, pur in presenza di una significativa partecipazione governativa, costituiscono esempi concreti della frammentazione del settore. Tali dinamiche contribuiscono non solo ad accentuare le disuguaglianze tra i lavoratori, ma anche a indebolire il potere della negoziazione collettiva.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Salario:</strong> l’aumento previsto per il periodo 2023-2028, che copre un totale di 6 anni, ammonta a €298,00 per le Aziende in House (distribuito in 4 tranches) e a €288,00 per i CRM-BPO (suddiviso in 5 tranches), senza alcun pagamento di Una Tantum per la vacanza contrattuale. Tale incremento non è sufficiente a coprire l’inflazione e non consente di affrontare efficacemente la crisi del settore dei call center né di arginare la tendenza al ribasso negli appalti. Inoltre, <strong>la differenziazione dei trattamenti economici proposta sicuramente non è efficace per contrastare il dumping contrattuale nel comparto delle telecomunicazioni.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Di seguito riportiamo una tabella esemplificativa</strong></p><table cellspacing="0" style="border-collapse:collapse" class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td rowspan="3" style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:291px"><p>&nbsp;</p></td> 			<td colspan="2" style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:1px solid black; height:22px; width:352px"><p class="text-center"><strong>Inflazione cumulata 2022–2024</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:106px"><p class="text-center"><strong>Indice FOI</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:246px"><p class="text-center"><strong>Indice IPCA</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:106px"><p class="text-center"><strong>+14,85%</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:246px"><p class="text-center"><strong>+16,38%</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:291px"><p><strong>Perdita salario sui 298,00 € proposti</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:106px"><p class="text-center"><strong>–38,46 </strong><strong>€</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:246px"><p class="text-center"><strong>-</strong><strong>42,08 </strong><strong>€</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:291px"><p><strong>Quanto valgono “in soldi reali”</strong></p></td> 			<td colspan="2" style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:352px"><p class="text-center"><strong>256–260€</strong><strong> </strong><strong>rispetto</strong><strong> </strong><strong>al</strong><strong> 2022</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:291px"><p><strong>Per recuperare TUTTA l’inflazione?</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:106px"><p class="text-center"><strong>342,18 €</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:246px"><p class="text-center"><strong>347,82 €</strong></p></td> 		</tr> 	</tbody> </table><table cellspacing="0" style="border-collapse:collapse; width:642px" class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:1px solid black; height:36px; width:187px"><p class="text-center"><strong>Aziende in House (5° livello) </strong>298€</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:1px solid black; height:36px; width:142px"><p class="text-center"><strong>Aumenti in 4 tranche</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:1px solid black; height:36px; width:161px"><p class="text-center"><strong>CRM / BPO (5° livello)</strong></p> 			<p class="text-center">288€</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:1px solid black; height:36px; width:151px"><p class="text-center"><strong>Aumenti in 5 tranche</strong></p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:187px"><p class="text-center">Gennaio 2026</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:142px"><p class="text-center">100 €</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:161px"><p class="text-center">Aprile 2026</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:151px"><p class="text-center">50 €</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:187px"><p class="text-center">Dicembre 2026</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:142px"><p class="text-center">50 €</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:161px"><p class="text-center">Dicembre 2026</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:151px"><p class="text-center">35 €</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:187px"><p class="text-center">Luglio 2027</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:142px"><p class="text-center">50 €</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:161px"><p class="text-center">Dicembre 2027</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:151px"><p class="text-center">50 €</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:187px"><p class="text-center">Dicembre 2028</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:142px"><p class="text-center">98 €</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:161px"><p class="text-center">Luglio 2028</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:151px"><p class="text-center">50 €</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:187px"><p class="text-center">&nbsp;</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:142px"><p class="text-center">&nbsp;</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:161px"><p class="text-center">Dicembre 2028</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:151px"><p class="text-center">103 €</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td colspan="4" style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:36px; width:642px"><p class="text-center">Considerando l’inflazione media annua prevista fino al 2028 dell’1,8–2%, il valore reale del 98€ sarà: ≈ 92 € reali nel 2028</p></td> 		</tr> 		<tr> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:1px solid black; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:187px"><p class="text-center"><strong>Recupero reale</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:142px"><p class="text-center"><strong>256–260€</strong></p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:161px"><p class="text-center">&nbsp;</p></td> 			<td style="border-bottom:1px solid black; border-left:none; border-right:1px solid black; border-top:none; height:22px; width:151px"><p class="text-center"><strong>247–251€</strong></p></td> 		</tr> 	</tbody> </table><p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>USB propone </strong>che l’adeguamento salariale sia calcolato solo sul FOI, indice che meglio riflette l’inflazione reale percepita dai lavoratori, aumentata del 17% in tre anni rispetto al 12% dell’IPCA. Si chiede una paga base di almeno 2.000 euro mensili, esclusi compensi accessori, per garantire una vita dignitosa a tutti e da applicare anche su tredicesima e quattordicesima. Tutti gli altri livelli salariali dovranno essere riallineati di conseguenza. USB sostiene che i fondi per i rinnovi contrattuali vanno basati sull’effettiva crescita dei prezzi.</p>
<p class="text-justify">Il salario minimo proposto è di circa 12 euro lordi l’ora, sufficiente a coprire bisogni primari e un minimo risparmio per tutte le famiglie, da applicare subito.</p>
<p class="text-justify"><strong>Welfare Aziendale: </strong>gli incrementi dei contributi previsti per il fondo pensionistico Telemaco e per il fondo sanitario integrativo ASSILT, gestiti congiuntamente da aziende e dai sindacati CGIL-CISL-UIL, garantiscono soprattutto vantaggi fiscali alle imprese. Le attuali norme permettono alle aziende di ridurre le tasse sui contributi versati a questi fondi grazie a deduzioni ed esenzioni fiscali. <strong>È importante sottolineare che tali incentivi causano una diminuzione delle risorse destinate al welfare pubblico, come sanità e istruzione, favorendo così un trasferimento del supporto sociale dal settore pubblico a quello privato.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Fondo Bilaterale di settore: l</strong>’incremento della contribuzione aggiuntiva al fondo per le integrazioni delle prestazioni, di cui un terzo a carico del lavoratore, si applica quando si utilizzano ammortizzatori sociali. <strong>Evidenzia come il settore si stia progressivamente predisponendo alla possibile e imminente gestione degli esuberi.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Nuovo sistema di classificazione inquadramentale: </strong>la data di avvio è stata posticipata al 1° luglio 2026, con una fase iniziale sperimentale. Il superamento degli attuali sette livelli numerici sarà sostituito da un nuovo sistema articolato in quattro Aree Professionali (A, B, C, D), <strong>temiamo associate a fasce retributive specifiche. </strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB ribadisce l’invito al voto contrario sull’ipotesi di rinnovo. </strong></p>
<p class="text-center"><strong>Votate NO alle assemblee!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>28 NOVEMBRE 2025 – SCIOPERO NAZIONALE</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Difendiamo insieme lavoro, dignità e futuro!</strong></p>
<p class="text-justify">La Legge di Bilancio privilegia le imprese con agevolazioni fiscali e incentivi, non tutela i lavoratori né combatte le disuguaglianze, riducendo le risorse per il welfare pubblico. Il settore delle telecomunicazioni è sempre più frammentato, i salari non tengono il passo con l’inflazione e i diritti vengono messi in discussione, soprattutto nei call center.</p>
<p class="text-justify">Solo con la partecipazione di tutti possiamo cambiare le cose! Il 28 novembre, fermiamoci per far sentire la nostra voce e rivendicare i nostri diritti.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
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                        <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 16:56:22 +0100</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL TLC: USB invita al voto contrario sull’ipotesi di rinnovo e proclama sciopero generale il 28 novembre</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB denuncia senza mezzi termini l’ennesimo tentativo di svendere i diritti e i salari dei lavoratori TLC. L’ipotesi di rinnovo del CCNL è una trappola: aumenti salariali irrisori, diluiti nel tempo e totalmente insufficienti a fronte dell’inflazione galoppante.</p>
<p>Per altri tre anni, le retribuzioni resteranno bloccate, senza possibilità di negoziare nuovi aumenti fino al 2029. Il CCNL TLC sottoscritto da SLC-CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL conferma la loro adesione alla politica dei salari da fame.</p>
<p>È una condanna all’impoverimento ecco cosa c’è dietro la demagogia diversamente spesa di Landini, Bombardieri e Fumarola!</p>
<p>Nessun arretrato, nessuna una tantum: i due trienni vengono fusi, cancellando ogni prospettiva di recupero salariale. Le aziende continuano a fare profitti, mentre il settore TLC viene abbandonato e i lavoratori pagano il prezzo di scelte scellerate.</p>
<p><strong>Non ci stiamo!</strong></p>
<p>Le conseguenze saranno devastanti per chi lavora in CRM/BPO e negli appalti, dove non esistono premi, integrativi o contrattazione aggiuntiva. Si vuole lasciare migliaia di lavoratori senza tutele e senza futuro.</p>
<p><strong>USB dice NO!</strong></p>
<p>USB rilancia con forza la settimana di 32 ore su 4 giorni, a parità di salario. Basta con la logica del taglio dei costi sulle spalle dei lavoratori! Vogliamo più tempo, più salario, più dignità! La transizione digitale e tecnologica non deve essere una scusa per licenziamenti e orari massacranti!</p>
<p>La legge finanziaria del governo Meloni è un attacco frontale al lavoro e ai servizi pubblici, mentre si aumentano le spese militari. USB denuncia questa vergogna: più soldi per le armi, meno per i salari e i servizi essenziali. Non lo permetteremo!</p>
<p>Il 28 novembre USB proclama lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private. Il 29 novembre saremo in piazza a Roma per rivendicare:</p><ul> 	<li>Rinnovo immediato del CCNL TLC con aumenti salariali legati all’indice FOI</li> 	<li>Salario minimo di almeno 2.000 euro netti mensili</li> 	<li>Salario di transizione indicizzato FOI in caso di crisi aziendale</li> 	<li>Stop all’innalzamento dell’età pensionabile, ritorno al limite di 62 anni</li> 	<li>Più investimenti pubblici e controllo dei prezzi dei beni e servizi essenziali</li> 	<li>Strategia industriale per rilanciare il settore TLC</li> </ul><p>USB chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori a ribellarsi: partecipate alle assemblee, <strong>votate NO</strong>, scioperate il 28 novembre e scendete in piazza il 29!</p>
<p><strong>Solo la lotta collettiva può strappare veri aumenti salariali, arretrati, diritti e dignità!</strong></p>
<p><strong>Non aspettare che altri decidano per te: uniti si vince, divisi si perde! La forza è nelle nostre mani. Facciamoci sentire!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153773</guid>
                        <pubDate>Tue, 21 Oct 2025 13:58:43 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo del CCNL Telecomunicazioni Facciamo un po&#039; di chiarezza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-del-ccnl-telecomunicazioni-facciamo-un-po-di-chiarezza-1407.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Negli ultimi anni l’inflazione, in particolare quella legata ai prodotti alimentari, ha diminuito il potere d’acquisto. I prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati tra il 30% e il 50% rispetto al periodo precedente alla pandemia, causando maggiori difficoltà economiche e sociali per coloro che vivono di stipendio. In questo contesto, il rinnovo del CCNL Telecomunicazioni è un elemento importante per tutelare i lavoratori del settore.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo tre anni dalla scadenza, le trattative sono riprese con la richiesta da parte della delegazione sindacale CGILCISLUIL di un aumento salariale sicuramente non sufficiente per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, che ha superato il 16% nel triennio di riferimento.</p>
<p class="text-justify">Poiché l’aumento salariale è indispensabile per garantire un tenore di vita dignitoso ai lavoratori, i cui stipendi reali sono diminuiti mentre i prezzi continuano a salire, <strong>per noi di USB è necessaria una revisione dei modelli organizzativi</strong><strong> </strong><strong>delle condizioni di lavoro</strong>,<strong> con particolare attenzione alla digitalizzazione, al lavoro agile e alla formazione continua.</strong></p>
<p class="text-justify">La contrattazione collettiva deve tutelare i lavoratori, in particolare i giovani, contro le crescenti condizioni di precarietà e la frammentazione dei diritti, promuovendo tutele e stabilità occupazionale.</p>
<p class="text-justify">Salari insufficienti, instabilità e mancanza di riconoscimento sono fattori che alimentano il disincanto e la precarietà, per questo il lavoro deve tornare ad essere elemento centrale di identità e realizzazione personale, non fonte di frustrazione e insoddisfazione.</p>
<p class="text-justify">Quello che emerge conferma le preoccupazioni espresse in passato, e le denunce che da anni portiamo avanti: la crisi economica continua senza freni, colpisce soprattutto chi vive del proprio lavoro e i contratti collettivi non recuperano la perdita di salario reale.</p>
<p class="text-justify">ASSTEL ha avanzato richieste riguardanti la revisione dei sistemi di inquadramento professionale e un incremento della produttività. Viene inoltre rilevata una criticità: il sistema attuale offre forme di lavoro considerate scarsamente retribuite e sfruttate, una condizione che viene progressivamente rifiutata dalle nuove generazioni come fondamento della propria carriera.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per questo, secondo noi i punti dirimenti per un vero rinnovo del CCNL sono i seguenti:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">L'introduzione per legge di un salario minimo orario pari ad almeno 12 euro, calcolato sui minimi tabellari e successivamente adeguato a ciascun livello contrattuale. Questo rappresenterebbe una misura efficace contro la diffusione dei cosiddetti contratti pirata, la cui principale caratteristica consiste nella riduzione dei minimi tabellari previsti dai contratti collettivi.</li> 	<li class="text-justify">Il calcolo dell’inflazione dovrebbe basarsi sul parametro FOI (Famiglie di Operai e Impiegati), che riflette l’inflazione effettivamente sostenuta dai lavoratori e registra un incremento di quasi il 17%. Diversamente, l’utilizzo dell’IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), il quale esclude dal calcolo i beni energetici, mostra un aumento pari al 12%. La differenza, superiore a 5 punti percentuali, si traduce in una perdita mensile di diverse centinaia di euro per i lavoratori.</li> 	<li class="text-justify">A seguito dell’innovazione tecnologia è giunto il momento di introdurre le 32 ore di lavoro settimanali su 4 giorni lavorativi.</li> 	<li class="text-justify">Obbligo di pubblicare i mansionari con aumento automatico dello stipendio in caso di variazione di mansioni.</li> 	<li class="text-justify">Introduzione di minimo due giorni settimanali di lavoro da remoto, per tutte le professioni che lo consentono, riducendo l’impatto ambientale del pendolarismo.</li> </ul><p class="text-center"><strong>INSIEME POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA; NO ALLA PRECARIETÀ, SÌ AL LAVORO DIGNITOSO</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Sep 2025 12:15:01 +0200</pubDate>
                        <title>USB Rai: altissime adesioni al centro di produzione di Milano allo sciopero generale del 22 settembre</title>
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		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/usb-rai-altissime-adesioni-al-centro-di-produzione-di-milano-allo-sciopero-del-22-1216.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>“[…] Abbiamo ancora negli occhi l’entusiasmo di migliaia di giovani e la voglia di riscatto di operai, facchini, autisti, infermieri, commesse, impiegati, giovani a partita iva, precari, occupanti di case, migranti. Il mondo del lavoro che è tornato protagonista e che chiama la cittadinanza, tutta la cittadinanza, ad alzarsi in piedi. Non lo fa per un rinnovo contrattuale ma per chiedere giustizia per un popolo lontano e martoriato. In questa epoca di egoismi e individualismi sembra qualcosa di impensabile. E invece no, la solidarietà tra i popoli, la fratellanza al di là dei confini, non sono valori morti e sepolti, anzi sono vivi e forti. C’era solo bisogno che una soggettività organizzata li valorizzasse e li riportasse alla ribalta. Che una qualche organizzazione avesse il coraggio, contro tutti e tutto, di rimetterli al centro.</em></p>
<p><em>Quando questo è successo ed ha incontrato il coraggio di un gruppo di volontari, la Global Sumud Flotilla, e lo spirito indomito dei portuali di Genova</em></p>
<p><em>la miscela si è innescata e il motore si è acceso.</em></p>
<p><em>Ora che un popolo si è alzato tutto è destinato a cambiare.</em></p>
<p><em>Come dice qualcuno, quando il dentifricio è uscito dal tubetto è impossibile farcelo rientrare.</em></p>
<p><em>Il 22 settembre è cominciata un’altra storia. Una storia tutta da scrivere.”</em></p>
<p>Queste le parole a caldo dal comunicato di USB riguardo allo sciopero di lunedì 22 Settembre.</p>
<p>Le rilanciamo con l’obiettivo di esprimere la grande soddisfazione che ci ha viste/i coinvolte/i in questo risultato, e per ringraziare tutte le persone del Centro di</p>
<p>Produzione di Milano che hanno aderito, contribuendo a bloccare di fatto la messa in onda della maggior parte delle trasmissioni: “Milano è nel panico”.</p>
<p>I numeri milanesi di questo sciopero sono stati altissimi: decine e decine di persone hanno aderito, bloccando la messa in onda di rubriche, telegiornali e trasmissioni quotidiane.</p>
<p>Non abbiamo avuto paura di schierarci, per un popolo, per un’idea di mondo e di futuro che saranno i nostri. Anche e soprattutto come lavoratrici e lavoratori, consapevoli dei diritti di tutti. Da quelli della Palestina a quelli che il nostro governo sta lentamente alienando alla classe lavoratrice.</p>
<p>Solo uniti si vince, solo così sapremo dare una svolta al corso della Storia.</p>
<p>Non abbiamo intenzione di essere meri esecutori della propaganda sionista del governo, né in Rai né come cittadine/i.</p>
<p>Nella speranza che questa giornata possa aver segnato il solco per un precedente indelebile, per cui fermare tutto è possibile. Perché possa essere così anche per le lotte future: se noi ci fermiamo, si ferma tutto.</p>
<p>Lo sciopero non è un fine, ma un mezzo. Questo è solo l’inizio, avanti tutta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solidarietà al Popolo Palestinese e a tutti i popoli in lotta.</p>
<p>Solidarietà alla Global Sumud Flotilla.</p>
<p>Ora e sempre resistenza.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 13:14:24 +0200</pubDate>
                        <title>SCIOPERO GENERALE 22 settembre </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/sciopero-generale-il-lavoro-ripudia-la-guerra-giu-le-armi-su-i-salari-1319.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il Lavoro Ripudia la GUERRA – Giù le armi su i salari -

L’Unione Sindacale di Base proclama lo sciopero generale del 22 settembre 2025 contro la guerra e contro il genocidio del popolo palestinese sotto assedio a Gaza, contro l’aumento a dismisura delle spese militari, a discapito dei salari, di un sistema sanitario efficiente, di un aumento delle pensioni minime o ridurre gli anni di lavoro per la pensione e dei diritti sociali. La protesta denuncia la riduzione reale dei salari in Italia e la diffusione della precarietà e del lavoro nero.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Mentre i governi investono miliardi in armamenti, in Italia i salari reali sono crollati del 7,5% dal 2021 e si diffondono precarietà, lavoro nero e lavoro grigio, soprattutto in alcune aree del paese, che non ha pari in Europa, con interi settori ridotti a basso valore aggiunto e senza prospettive.</p>
<p class="text-justify">Nel nostro settore delle telecomunicazioni, il contratto è scaduto da quasi tre anni e non ci sono segnali significativi di aumenti salariali nemmeno nei prossimi due. Per questo, insieme alla protesta generale, portiamo avanti le nostre rivendicazioni per il rinnovo del contratto:</p>
<p class="text-justify"><strong>Lavoro e contratti:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">Settimana di 32 ore su 4 giorni senza tagli salariali; ripristino dello Statuto dei Lavoratori; più tutele contro i licenziamenti; riduzione drastica delle forme contrattuali precarie a favore di contratti a tempo indeterminato e del part-time involontario.</li> 	<li class="text-justify">Obbligo di pubblicare i mansionari; aumento automatico dello stipendio in caso di variazione di mansioni.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Miglioramenti normativi e sicurezza: </strong></p><ul> 	<li class="text-justify">Eliminazione di riforme che riducono le sanzioni alle imprese; più poteri ai Rappresentanti per la Sicurezza; cancellazione delle riforme che hanno indebolito la contrattazione nazionale e limitato il diritto di sciopero; ferie e congedi parentali più estesi e flessibili.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Salario minimo e giustizia sociale:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">Introduzione del salario minimo legale di almeno 10 euro lordi l’ora indicizzato all’inflazione; reintegro della <strong>“scala mobile”</strong> per l'adeguamento automatico dei salari; tetto ai compensi dei top manager con un massimo gap salariale di 10 volte il salario minimo.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Pensioni: </strong></p><ul> 	<li class="text-justify">Abolizione della riforma Fornero; abbassamento dell'età pensione a 64 anni; pensioni minime dignitose e indicizzate all’inflazione; stop alla privatizzazione del sistema pensionistico e alla destinazione del TFR ai fondi privati.</li> </ul><p class="text-justify">È fondamentale unirci in questa lotta per difendere i nostri diritti e conquistare un futuro migliore.</p>
<p class="text-center"><strong>Lo sciopero del 22 settembre non è solo un atto di protesta: è un segnale forte e chiaro che dice basta a guerre, precarietà e disuguaglianze.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Vogliamo un Paese che investa in diritti, salute, lavoro e futuro.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Insieme possiamo fare la differenza per costruire un mondo più giusto e solidale. Facciamo sentire la nostra voce: no alla guerra, sì alla pace; no alla precarietà, sì al lavoro dignitoso.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 17 Jul 2025 15:09:00 +0200</pubDate>
                        <title>WIND 3: Pressioni aziendali per i rientri in sede</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/wid-3-pressioni-aziendali-per-i-rientri-in-sede-1516.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>L’Unione Sindacale di Base esprime profonda preoccupazione per l’uso strumentale che in questo ultimo periodo viene utilizzato dall’azienda in diverse sedi Wind Tre - tra cui Palermo - , delle convocazioni calendarizzate con frequenza fissa.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Nel ricordare all’azienda, nel pieno rispetto degli attuali accordi sullo smart working che tutte le volte in cui l’azienda ha promosso momenti facoltativi di incontro, socialità e collaborazione, la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è stata di massima partecipazione, evidenziando senso di responsabilità e appartenenza.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Alla luce di ciò, l’introduzione unilaterale da parte aziendale di convocazioni fisse, si presta a bizzarre interpretazioni, tenuto conto che in molti casi poi l’incontro si svolge con il collegamento on line con il diretto dirigente, oltre che snaturare lo spirito e il contenuto degli accordi sottoscritti a livello nazionale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">A meno che dietro questi comportamenti si profili l’eventuale modifica degli accordi in essere sullo smart working, come USB, <strong>CHIEDIAMO</strong> l’immediata cessazione di tali convocazioni calendarizzate con l’obbligo di presenza.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Nonché il rispetto integrale dell’accordo, che riconosce lo Smart Working come strumento strutturale e volontario, senza ulteriori forme di pressioni organizzative o psicologiche a forzare l’obbligo al rientro in sede che possono generare solamente impatti negativi sulle dinamiche produttive e motivazionali dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Infine, esigiamo un incontro chiarificatore con l’azienda che faccia chiarezza sui reali motivi su quanto sta avvenendo.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-152903</guid>
                        <pubDate>Tue, 01 Jul 2025 16:48:59 +0200</pubDate>
                        <title>Inps Servizi: tavolo del 27 giugno. Adesso affrontare il problema dei bassi redditi </title>
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		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/inps-servizi-tavolo-del-27-giugno-adesso-affrontare-il-problema-dei-bassi-redditi-1650.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>C’è ancora tanto da fare in INPS SERVIZI, azienda partecipata che vede, da oltre due anni, i lavoratori e le lavoratrici in lotta per i propri diritti, per il salario, per la dignità. Dopo una serie di vicissitudini degne di un film distopico, tra hackeraggio di dati informatici, dimissioni di alti capi e tante promesse, seppur in attesa di un nuovo DG, si iniziano a muovere primi passi, ancora piccoli, nell’attesa del balzo in avanti che questa azienda deve ancora intraprendere.</p>
<p>In data 27 giugno 2025, nell’ambito di un tavolo sindacale unitario con la partecipazione di tutte le sigle, la USB ha preso parte all’incontro con il Consiglio di Amministrazione di INPS Servizi per discutere le proposte di accordo presentate dall’azienda su tematiche rilevanti per il personale.</p>
<p>Nel corso del confronto sono stati affrontati i seguenti punti:</p>
<p><u>Smart Working</u>: è stata confermata la prosecuzione della modalità di lavoro agile per altri dodici mesi, a partire dal 30 giugno 2025, garantendo continuità a uno strumento ormai consolidato, che favorisce la conciliazione tra vita privata e attività lavorativa.</p>
<p>Per il personale del CCM è stato confermato al 100%.</p>
<p>Per il personale HQ e operativo CCM è stato aumentato ad almeno 1 giorno a settimana.</p>
<p>Si avrà attenzione alla genitorialità per aumentare ad un ulteriore giorno da remoto per personale HQ.</p>
<p><u>Part Time Involontari</u>: l’azienda si è impegnata, a seguito delle dovute segnalazioni, a ripristinare lo status a tempo pieno dei lavoratori coinvolti già a partire dal 1° luglio 2025. Sarà inoltre possibile, su esplicita richiesta del lavoratore, procedere al ripristino con due finestre, una a partire dal 1° luglio e una a partire dal 1° settembre 2025.</p>
<p><u>Premio di Risultato</u>: è stato aperto un confronto sulla definizione di un premio di produttività, finalizzato a valorizzare l’impegno e i risultati ottenuti dalle lavoratrici e dai lavoratori. Il premio sarà esigibile ad aprile 2026, l’importo sarà di 1.000 euro per i f.t. e riproporzionato all’orario effettivo di lavoro.</p>
<p><u>I parametri di esigibilità</u>: per il CCM si prenderanno in considerazione la chiusura dei case (40%) e il residuo ferie (60%).</p>
<p>Per HQ si terrà conto del raggiungimento dell’obiettivo aziendale del CCM (35%), delle pratiche chiuse al 31/12/25 di bilateralità e previdenza (5%) e il residuo ferie (60%).</p>
<p>Per Bilateralità e previdenza si terrà conto delle pratiche chiuse buonuscita poste al 31/12/25 (40%) e residuo ferie (60%).</p>
<p><u>Buoni Welfare</u>: è stato confermato l’aumento del valore dei buoni welfare da 413 euro a 450 euro, nei limiti di esenzione previsti dall’art. 51, comma 3 del TUIR. L’azienda ha espresso l’intenzione di procedere all’erogazione del nuovo importo nel mese di settembre 2025, compatibilmente con i tempi tecnici.</p>
<p>USB riconosce finalmente una dirigenza che ha smesso di restare immobile di fronte alle necessità finanziarie dei lavoratori, avviando un primo intervento che, seppur parziale, rappresenta un segnale importante.</p>
<p>Tuttavia, questo passo da solo non è sufficiente a risolvere le enormi difficoltà che gravano sull’intera platea dei lavoratori del CCM.</p>
<p>Come USB, ci auspichiamo di poter incontrare nuovamente la dirigenza nel più breve tempo possibile, con l’obiettivo di affrontare e superare definitivamente il problema gravissimo dei bassi redditi che affligge il settore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB – Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-152849</guid>
                        <pubDate>Thu, 26 Jun 2025 12:21:30 +0200</pubDate>
                        <title>RSU IBM e Kyndryl: congratulazioni ai colleghi</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/rsu-ibm-e-kyndryl-congratulazioni-ai-colleghi-1224.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dell'ultimo mese si sono concluse le elezioni RSU di due importanti aziende nel panorama del settore informatico a Roma: la neonata Kyndryl, spinoff a sua volta di IBM, anche lei soggetta a rinnovo della RSU</p>
<p>In entrambe i casi sono stati eletti tutti i candidati USB, in IBM Marco Procino e in Kyndryl Paolo Gerosa e Alex Rotunno (quest’ultima rientrata da Modis dopo le cause che hanno annullato la cessione di ramo di azienda fatta anni or sono).</p>
<p>I risultati parlano chiaro. I colleghi hanno confermato la fiducia a USB, un segnale importante che intendiamo valorizzare. C'è bisogno di un segnale di discontinuità, soprattutto in aziende che continuano ad utilizzare in maniera sistematica procedure di cassa integrazione, licenziamenti collettivi e altre manovre per togliere diritti ai lavoratori pur di vedere aumentare il profitto.</p>
<p>Sicuramente c'è il riconoscimento di un ruolo sindacale che con coerenza, tenacia e onestà che i compagni hanno svolto nel corso degli anni.</p>
<p>Il risultato oggi ci carica di una responsabilità che investe tutta l'USB.</p>
<p>Per ultimo ancora complimenti ai compagni neoeletti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 16 Jun 2025 14:02:15 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero Generale 20 giugno 2025</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/sciopero-generale-20-giugno-2025-1406.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>La lotta generale contro le spese di guerra significa anche lotta per il nostro contratto</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il contratto delle TLC è scaduto da due anni e mezzo e non si sa quando verrà rinnovato. A causa delle inique norme per i rinnovi contrattuali, sottoscritto da CGIL-CISL-UIL, nel migliore dei casi i rinnovi hanno portato finora ad aumenti sotto il 6%, spalmati nel triennio.</p>
<p class="text-justify">Non solo, tali norme prevedono che durante le trattative per i rinnovi contrattuali sia previsto un periodo di moratoria delle lotte sindacali.</p>
<p class="text-justify"><strong>I salari sono al palo:</strong> <strong>l’Italia è l’unico paese dell’area OCSE dove i salari reali, dal 1990, sono diminuiti di circa 3 punti:</strong> il prezzo che i lavoratori italiani hanno pagato per le politiche industriali fallimentari di Governi amici di padroni ingordi.</p>
<p class="text-center"><strong>Quella dei salari è dunque la prima emergenza italiana.</strong></p>
<p class="text-justify">L’OCSE prevede aumenti nominali del 2,5%, ancora inferiori a quelli di altri paesi, appena sufficienti a coprire <strong>l’inflazione prevista, 2%, previsione già superata se si tiene conto, ad esempio, della recente fiammata dei prezzi del gas e delle materie prime, dovuta anche ai venti di guerra</strong>, nonché alle solite speculazioni finanziarie.</p>
<p class="text-justify"><strong>Che c’entra dunque la lotta all’economia di guerra con il rinnovo del nostro contratto?</strong></p>
<p class="text-justify">La vertiginosa impennata delle <strong>spese militari nel nostro paese porta a una perdita secca del 10% del potere di acquisto delle retribuzioni </strong>e il progressivo depauperamento dei servizi pubblici a partire dall’inesorabile decremento della spesa sanitaria che colloca il nostro paese al sedicesimo posto in Europa.</p>
<p class="text-justify">L’opposizione alla guerra e al coinvolgimento politico militare del nostro paese non è quindi solo la giusta opposizione etica alla barbarie e al massacro, ma è anche contrasto a un progetto che attacca le nostre condizioni di vita e mina alle fondamenta la funzione sociale delle politiche pubbliche.</p>
<p class="text-justify"><strong>Far levare anche nei luoghi di lavoro un No forte e chiaro alla guerra significa, quindi, lottare per rinnovi contrattuali veri</strong>, quelli non ancora sottoscritti e quelli già ipotecati con misere risorse per il prossimo triennio, e più in generale respingere un progetto che è destinato a cambiare radicalmente il volto del nostro paese.</p>
<p class="text-center"><strong>Per costruire un futuro fatto di pace, di salari adeguati e benessere sociale,</strong></p>
<p class="text-center"><strong>per dire No allo Stato di guerra</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 20 giugno SCIOPERO GENERALE</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Giornata intera</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Sabato 21 giugno in CORTEO nazionale a Roma</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Piazza Vittorio ore 14:00</strong></p>
<p class="text-center">Assieme a tutte le forze sindacali, sociali e politiche che condividano questo appello.</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-152718</guid>
                        <pubDate>Sat, 14 Jun 2025 12:38:24 +0200</pubDate>
                        <title>Inps Servizi: eppur si muove</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/inps-servizi-eppur-si-muove-1240.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In data 12 giugno 2025 si è tenuto un incontro con il CDA Inps Servizi e le OOSS, l’ODG:</p>
<p>• SMART WORKING</p>
<p>• Premio Di Risultato</p>
<p>• Aumento orario P.T. temporanei</p>
<p>La USB ha sottolineato che è necessario la presa visione del PDR per poter discutere in maniera dignitosa dei punti elencati e la Presidente ha garantito la visione dello stesso alle parti sociali.</p>
<p>Per ciò che concerne lo Smart Working la delegazione USB ha chiesto di modificare l’accordo di HQ estendendo ad almeno due giorni i di SW. La delegazione ha inoltre sottolineato la necessità di applicare deroga alla genitorialità per un giorno in più di SW a settimana. Inoltre ha sottolineato la incongruità del mancato emolumento dei Ticket Pasto in concomitanza dello SW chiedendone l’estensione nelle giornate di lavoro non in presenza.</p>
<p>Per i lavoratori del CCM la delegazione USB ha chiesto il mantenimento dello SW al 100%, la mancata riparametrazione del contributo di connettività di 20 Euro sottolineando che l’importo non è congruo alle reali spese sostenute di connettività. Si è ribadita la necessità di estensione dei Ticket Pasto anche per i lavoratori del CCM.</p>
<p>L’azienda ha proposto una sottoscrizione di nuovo accodo con durata di 6 o 12 mesi tenendo presente che potranno esserci variazioni dovute alle nuove attività quali la dematerializzazione e piani formativi in aula congiunta con il Pubblico Impiego. La delegazione USB ha sottolineato la necessità di avere cognizione della visione del Piano Industriale e degli sviluppi esecutivi per la valutazione della sottoscrizione dell’accordo di SW.</p>
<p>Per ciò che concerne il PDR l’azienda ha comunicato che l’importo stanziato sarebbe di 2,5 mln di Euro, con periodo di osservazione luglio-dicembre 2025 ed erogazione al primo trimestre 2026. L’azienda ha proposto 4 indicatori per la valutazione della performance:</p>
<p>1. Reclami fondati sulle chiamate tracciate.</p>
<p>2. Questionario CSI sulla cortesia.</p>
<p>3. Tracciamento chiamate chiuse.</p>
<p>4. Smaltimento Ferie.</p>
<p>I parametri da eligere saranno due sui quattro esposti e verranno discussi nel prossimo incontro.</p>
<p>Per poter discutere in maniera responsabile del PDR bisogna avere a cuore la condizione economica dei lavoratori e delle lavoratrici di INPS servizi, frutto di un’internalizzazione monca, che ha lasciato strascichi considerevoli nelle tasche di questi ultimi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il ripristino dei contratti di lavoro full time dei lavoratori assunti in p.t. (con contratti temporanei nelle aziende di provenienza) l’azienda intende sanare l’orario contrattuale di 50 lavoratori che hanno fornito idonea certificazione di appartenenza a questa categoria. Il ripristino dovrebbe avvenire entro la fine di questo mese.</p>
<p><u>Siamo ancora in attesa di sviluppi delle nuove attività e nuove risorse per il CCM e rimane aperta anche la questione del piano industriale che come per il PDR è un tema che si trascina, non per scelta dell'USB, da oltre un anno. Dal piano industriale ci aspettiamo un aumento dei carichi di lavoro e di lavori per conti della PA, impegno che DA INPS e INPS servizi si erano presi a fine dicembre 2024.</u></p>
<p>Riteniamo che, in questa fase così delicata, di pari passo al lavoro aziendale per il miglioramento delle condizioni salariali, è necessario discutere seriamente del perfezionamento del processo di internalizzazione verso il Pubblico Impiego, perché se si può, internalizzare si deve!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB CCM INPS SERVIZI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 03 Jun 2025 10:08:54 +0200</pubDate>
                        <title>IL DIRITTO DI SCIOPERO NON SI TOCCA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/il-diritto-di-sciopero-non-si-tocca-1012.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Siamo venuti a conoscenza di informazioni secondo cui alcuni responsabili stanno chiedendo ai lavoratori se aderiranno allo sciopero proclamato nelle prossime giornate dal 3 giugno in poi.
Non avendo alcuna base giuridica o semplicemente amministrativa, leggiamo questa pratica come una pressione indebita verso i lavoratori. </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Lo sciopero è un diritto costituzionale, intoccabile, </strong></p>
<p class="text-center"><strong>come garantito dall’art. 40 della Costituzione.</strong></p>
<p class="text-justify">Sia nei settori privati che pubblici <strong>il dipendente non ha nessun obbligo di comunicare in anticipo la propria adesione allo sciopero </strong>e chiedertelo è un comportamento inappropriato da parte dell’azienda.</p>
<p class="text-justify">Abbiamo per questo già chiesto con molta fermezza un chiarimento alle Relazioni Industriali e stiamo valutando i passaggi per tutelare il diritto di sciopero.</p>
<p class="text-justify">Ribadiamo a tutti i lavoratori <strong>che nessuna informazione è dovuta</strong> all’azienda e vi invitiamo a segnalarci altre comunicazioni dello stesso tenore.</p>
<p class="text-justify">La richiesta Fibercop che segnaliamo è solo apparentemente un maldestro tentativo di controllo dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Da anni denunciamo che l’Italia è il paese d’Europa con le norme antisciopero più restrittive e ci appaiono evidenti le forzature dei vari Governi e in primis del Ministro Salvini per impedire gli scioperi, mentre esplode la crisi sociale, con la vertiginosa impennata dei prezzi e il crollo verticale dei salari.</p>
<p class="text-justify">Per questo <strong>invitiamo tutte le lavoratrici e lavoratori a partecipare allo sciopero generale del prossimo 20 giugno ed alla manifestazione del giorno seguente, 21 giugno, dalle ore 14:00 a Roma in Piazza Vittorio.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 30 May 2025 13:04:29 +0200</pubDate>
                        <title>FIBERCOP: Lo smart working non è un privilegio</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/fibercop-lo-smart-working-non-e-un-privilegio-1308.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>La recente decisione del rientro obbligato 4 giorni su 5 in sede, ha sortito l’effetto di alimentare l’insofferenza in migliaia di lavoratori, oltretutto non facendo chiarezza sul perché di tale decisione.

Certamente non è una questione organizzativa per migliorare la produttività e l&#039;efficienza operativa, come evidenziato e dimostrato in questi anni dal Covid in poi: il lavoro flessibile consente di raggiungere comunque risultati significativi.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Molteplici studi e analisi hanno dimostrato come, quando implementato correttamente, <strong>il lavoro agile aumenti la produttività o la mantenga stabile</strong>,<strong> </strong>rappresentando altresì un guadagno in termini di benessere delle persone, aspetto di fondamentale importanza.</p>
<p class="text-justify">A questi benefici si sono aggiunti anche risparmi economici per le aziende e la possibilità per i lavoratori di gestire meglio il proprio tempo per esigenze personali come visite mediche, impegni familiari o attività fisica, incrementando significativamente la qualità della vita e <strong>rendendoli più soddisfatti e motivati</strong>.</p>
<p class="text-justify">L'esperienza di questi anni ha quindi ampiamente dimostrato che investire nello smart working porta con sé notevoli vantaggi e <strong>guadagni per</strong> <strong>tutti</strong>, rimangono pertanto incomprensibili le reali motivazioni e le resistenze, da parte aziendale nel cogliere appieno le potenzialità del lavoro agile.</p>
<p class="text-justify">Cosa si cela quindi dietro questa scelta? Sicuramente si tratta di un vecchio approccio manageriale, legato a una mentalità <strong>puramente padronale</strong>, che predilige il controllo basato sulla presenza fisica, rivelando la totale mancanza di fiducia nei propri collaboratori e alimentando lo stereotipo del lavoratore in smart working <strong>&quot;fannullone”</strong>.</p>
<p class="text-justify">Al contrario, è un pessimo segnale specialmente verso i più giovani e qualificati, i quali cercano opportunità che vadano oltre il mero stipendio, desiderando crescita personale e professionale. Limitarne così profondamente la possibilità di lavorare da remoto, rischia di deluderli e di conseguenza spingerli a cercare altrove prospettive di crescita e di mantenimento della qualità di vita.</p>
<p class="text-justify">Visto che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, non vorremmo che, visto che si dovrà arrivare alla stipula di un nuovo accordo sul Lavoro Agile, dietro questa forzatura si nasconda il tentativo di inserire specifici controlli dei lavoratori durante l’attività lavorativa svolta, appunto, in modalità agile.</p>
<p class="text-center"><strong>Ricordiamo a chi dovere che il controllo dei dipendenti in smart working, è lecito solo nel rispetto della normativa privacy, come chiarito dal Garante.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>E non è detto che la presenza di un accordo sindacale (per l’utilizzo di un determinato sistema che comporti il controllo o il trattamento di dati dei lavoratori), ne assicuri anche la liceità nel trattamento dei dati e il rispetto dei principi di protezione dei dati personali.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 07 May 2025 16:18:22 +0200</pubDate>
                        <title>TLC Tavolo ministeriale </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/tlc-tavolo-ministeriale-1621.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Milioni pubblici alle aziende e ammortizzatori sociali ai lavoratori. Il contratto di riferimento non basta per risolvere la crisi dei call center</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Si è svolto il 24 Aprile scorso il tavolo sul settore delle Telecomunicazioni, convocato congiuntamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e da quello del Lavoro e delle Politiche sociali.</p>
<p class="text-justify">L'USB è stata esclusa dall'incontro con una nota ricevuta il giorno precedente, nella quale il Ministero comunicava di aver riservato la partecipazione ad Asstel e a Cgil, Cisl, Uil e Ugl, annunciando tuttavia l'intenzione di coinvolgere anche la nostra organizzazione sindacale dalle prossime riunioni.</p>
<p class="text-justify">Nel merito dei temi affrontati, i titolari dei due dicasteri hanno annunciato un pacchetto di interventi economici per sostenere gli investimenti delle aziende di telecomunicazioni in infrastrutture, sviluppo e ricerca e per finanziare il fondo bilaterale di settore attraverso risorse già impegnate nel Fis.</p>
<p class="text-justify">A nostro avviso, si tratta di misure inadeguate che procedono nel solco delle politiche liberiste che hanno condotto alla situazione attuale: centinaia di milioni di euro pubblici per sostenere le imprese private nella competizione globale e ammortizzatori sociali per fronteggiare le continue crisi che ne derivano. Per il resto, nessuna condizione né garanzie occupazionali per evitare che le aziende scarichino interamente sui lavoratori e sulle lavoratrici i costi della transizione digitale e dell'introduzione dell'intelligenza artificiale nell'organizzazione del lavoro.</p>
<p class="text-justify">Riguardo ai call center, l'individuazione del CCNL TLC quale riferimento per il settore costituisce una traccia, vincolante solo negli appalti pubblici, per affermare il diritto dei lavoratori ad un contratto di lavoro rappresentativo dei propri interessi, ma non basta per risolvere la crisi deI CRM/BPO, di cui il dumping salariale è un effetto e non la causa. La crisi dei call center dipende dal sistema degli appalti, dalle gare al massimo ribasso e dalla competizione sul costo del lavoro che ne deriva. La soluzione pertanto passa solo da una profonda riforma della legislazione sugli appalti e sul lavoro che metta al centro le lavoratrici, i lavoratori e i loro bisogni.</p>
<p class="text-justify">In questo quadro, serve ribaltare completamente l’impostazione con la quale il Governo sta affrontando il tema che, nella sostanza, continua a garantire risorse pubbliche per supplire alla mancanza di investimenti privati e che conferma il ruolo della competizione al ribasso come architrave di tutto il sistema degli appalti, di cui i call center sono espressione. Occorre invece intervenire sulle gare al massimo ribasso, sugli appalti di sola manodopera creati per abbassare il livello di diritti e salario dei lavoratori, garantire continuità occupazionale nei cambi d’appalto a parità di condizioni, ripristinare la parità di trattamento tra i lavoratori del committente e dell’appaltatore, introdurre una legge sulla democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro e sul salario minimo indicizzato all’inflazione.</p>
<p class="text-justify">Serve una regia pubblica e una strategia nazionale di settore che vincoli gli investimenti ad obbiettivi chiari di piena occupazione, valorizzazione delle professionalità.</p>
<p class="text-justify">Con queste parole d’ordine, l’USB continuerà a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e ad organizzare la lotta per la difesa dei loro diritti e del loro salario.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 11:05:56 +0200</pubDate>
                        <title>WindTre l’attesa infinita dei lavoratori part-time</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/windtre-lattesa-infinita-dei-lavoratori-part-time-1111.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Nell&#039;ultimo periodo, il mercato Business di WindTre è in continua crescita in termini di redditività, spingendo l’azienda ad investire sempre di più in questo settore e concentrando sempre maggiori risorse finanziarie e umane.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nell'ultimo periodo, il mercato Business di WindTre è in continua crescita in termini di redditività, spingendo l’azienda ad investire sempre di più in questo settore e concentrando sempre maggiori risorse finanziarie e umane.</p>
<p class="text-justify">Sempre più lavoratrici e lavoratori vengono trasferiti da altre attività, per seguire questo mercato in continua espansione, compresi dipendenti con un contratto part-time, che accettano nella speranza di un passaggio ad un contratto full time.</p>
<p class="text-justify">Come USB negli ultimi mesi abbiamo visto, ancora una volta, l’azienda aumentare i propri introiti, mente le lavoratrici e i lavoratori vengono spremuti come limoni, con carichi di lavoro sempre maggiori, compresi coloro che da tempo aspettano il passaggio a full time.</p>
<p class="text-justify">Un classico copione al quale assistiamo da anni: le risorse aumentano la produttività e l’azienda incassa utili, mentre con arroganza continua a rifiutarsi di prendere in considerazione le richieste dei dipendenti di passaggio a tempo pieno.</p>
<p class="text-center"><strong>UNA SITUAZIONE INACCETTABILE!</strong></p>
<p class="text-justify">Vorremmo ricordare che se si ottengono degli ottimi risultati come nel caso del mercato Business, come tra l'altro riconosciuto dalla stessa azienda in più di un'occasione, è grazie a queste risorse che, nonostante tutto, e ribadiamo, <strong>NONOSTANTE TUTTO</strong>, continuano a lavorare con grande passione ed impegno.</p>
<p class="text-justify">Se pur favorevoli quando le condizioni di lavoro migliorano sotto l'aspetto professionale, con passaggi ad attività più rilevanti, questo non sia sufficiente se non accompagnata da riconoscimenti concreti.</p>
<p class="text-justify">Soprattutto in questo periodo dove l'inflazione è alle stelle e non si vede la luce di un rinnovo contrattuale scaduto da troppo tempo, in cui chiediamo un aumento salariale dignitoso e adeguato al costo della vita.</p>
<p class="text-justify">Per questo esigiamo che vengano concretizzati subito i passaggi a tempo pieno di chi ne ha fatto richiesta e che attende da troppo tempo. Perché non possono esserci solo ed esclusivamente passaggi di risorse al mercato Business, che speriamo siano adeguati, ma contestualmente devono esserci anche i passaggi a tempo pieno, così da poter avere da una parte uno sgravio dei carichi di lavoro e dall'altra un riconoscimento concreto.</p>
<p class="text-justify">È essenziale che l'azienda riconosca il valore dei suoi dipendenti e agisca di conseguenza per garantire condizioni di lavoro eque, sostenibili e dignitose.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 19 Mar 2025 15:12:31 +0100</pubDate>
                        <title>Call Center: sciopero e presidio Usb contro il contratto Assocontact/Cisal venerdì 21 marzo dalle 9.00 alle 14.00 davanti alla sede di Confcommercio Taranto </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>V<strong>enerdì&nbsp;21 marzo 2025</strong>&nbsp;giornata di sciopero dei lavoratori dei call center contro il nuovo contratto BPO stipulato da Assocontact e Cisal con&nbsp;presidio, dalle 09.00 alle 14.00, dinanzi alla sede di Taranto di Confcommercio.</p>
<p>Un contratto firmato da associazioni datoriali minoritarie e da sindacati non rappresentativi nel settore, che peggiora le condizioni salariali e normative dei lavoratori. È&nbsp;evidente, in questo contesto, il doppio standard di Confcommercio, a cui Assocontact aderisce, che non perde occasione per parlare di contrasto al dumping contrattuale quando riguarda gli altri ma non dice una parola quando il contratto pirata ce l'ha in casa propria, come in questo caso.<br /> <br /> Per questo, rappresentanti sindacali e i&nbsp;lavoratori saranno in presidio di fronte alla sede tarantina della Confcommercio durante la giornata di sciopero</p>
<p><br /> <strong>USB Taranto</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Mar 2025 12:22:38 +0100</pubDate>
                        <title>Contratto Assocontact/Cisal, il tavolo ministeriale non è più rinviabile. I lavoratori tornano in piazza il 21 marzo 2025 </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 Marzo 2025 le lavoratrici e i lavoratori dei call center saranno di nuovo in sciopero contro il contratto della miseria e della precarietà, stipulato da Assocontact e Cisal e applicato già da alcune aziende del settore.</p>
<p>Un contratto calato sulla testa di migliaia di persone senza alcuna legittimazione democratica ad opera di organizzazioni datoriali e sindacali assolutamente minoritarie, con lo scopo di aumentare i profitti di committenti e outsourcer tagliando diritti e salario delle lavoratrici e dei lavoratori e di riconoscere spazi di agibilità a sindacati finora privi di qualunque rappresentatività nei call center.</p>
<p>Un vero e proprio libro dei sogni dei padroni che, prevedibilmente, sta determinando un effetto domino in tutto il comparto. Non a caso le trattative per il rinnovo del CCNL Telecomunicazioni, scaduto da oltre due anni, si sono interrotte all' indomani della sottoscrizione del contratto capestro Assocontact/Cisal. È fin troppo chiaro infatti che adesso anche tutto il padronato organizzato in Asstel vuole parametrare gli aumenti salariali intorno agli spiccioli previsti dal nuovo CCNL BPO che, per giunta, saranno riconosciuti solo a Giugno 2026.</p>
<p>Il risultato è che le retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici del settore sono ferme al 2020, nonostante l'impressionante aumento del costo della vita dell'ultimo triennio, e la competizione al ribasso e il dumping salariale si confermano l'architrave su cui poggia tutto il sistema degli appalti, di cui i call center sono espressione.</p>
<p>In questo quadro, il tavolo ministeriale sulla crisi dei call center non è più rinviabile. Serve un confronto vero per una riforma sostanziale della legislazione sul lavoro e sugli appalti che costituisce la causa profonda della decennale crisi del settore e che veda come elemento centrale i lavoratori, le lavoratrici ed i loro diritti.</p>
<p>Serve intervenire sulle gare al massimo ribasso, ripristinare la parità di trattamento retributivo tra lavoratori del committente e dell'appaltatore, garantire continuità occupazionale nei cambi d'appalto a parità di salario e diritti, individuare il contratto di lavoro di riferimento in ogni settore produttivo.</p>
<p>Serve una legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro per consentire ai lavoratori di scegliere i propri rappresentanti e sgomberare il campo dai sindacati gialli che esistono con l'unico scopo di firmare contratti al ribasso per garantirsi agibilità e risorse economiche.</p>
<p>Serve una legge sul salario minimo legato all' inflazione per dare una spinta verso l'alto ad un sistema contrattuale che negli ultimi trent'anni ha programmato e realizzato l'impoverimento di milioni di persone.</p>
<p>Con questi obiettivi l'USB chiama i lavoratori e le lavoratrici dei call center a scioperare il prossimo 21 Marzo 2025 come ennesima tappa di una mobilitazione iniziata già mesi fa, per respingere il contratto di Assocontact e Cisal e per rivendicare una completa inversione di rotta delle politiche legislative e sindacali adottate fino ad oggi.</p>
<p><strong>USB TELECOMUNICAZIONI</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Mar 2025 18:37:31 +0100</pubDate>
                        <title>IL RINNOVO CCNL TLC - NEL QUADRO DELLA NUOVA ECONOMIA DI GUERRA</title>
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                        <description>Il settore delle Telecomunicazioni sta subendo un duro attacco su più fronti: dalla realizzazione dello scorporo dell’infrastruttura della rete TIM allo spacchettamento e svendita dell’intera filiera, fino ad arrivare al Contratto TLC ancora non rinnovato. Dal contratto peggiorativo per i Call Center a firma di AssoContact e CISAL ai sistematici attacchi alla libertà e rappresentanza sindacale.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il settore conta oltre 140.000 lavoratori e lavoratrici, molti dei quali possono essere oramai classificati a pieno titolo come <strong>“working poors”</strong>, con salari bassi, part-time involontario, utilizzo di strumenti di controllo individuale, sistematici sotto inquadramenti contrattuali, spesso in assenza di contratti di secondo livello che potrebbero risollevarne, seppur minimamente, le sorti economiche.</p>
<p class="text-justify">A tutto questo si aggiunga la mannaia dei passaggi in clausola di salvaguardia delle migliaia di appalti che caratterizzano il settore e la sempre maggiore invadenza dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, come accaduto in questi giorni nell’azienda Ericsson, dove sono stati licenziati alcuni lavoratori perché sostituiti nelle mansioni di lavori d’ufficio da sistemi di questo tipo. Si sta mettendo oramai in discussione il lavoro “d’ufficio”, perfino quello di maggiore complessità e difficoltà, che si poteva finora ritenere al sicuro.</p>
<p class="text-justify">La crisi di settore, ad ogni modo, si innesta su un generalizzato quadro di povertà e di repressione, opera di un Governo che – al di là degli equilibrismi politici – è in piena deriva bellicista, impegnato nel finanziare una corsa al riarmo attraverso il taglio dei servizi e dello stato sociale.</p>
<p class="text-justify">Il problema principale rimane comunque la questione economica e sociale a cominciare dalla crisi industriale, passando per le politiche europee di austerity fino alla riduzione dei mercati dove è sempre più difficile competere, fattori che si ripercuotono pesantemente sui redditi da lavoro.</p>
<p class="text-justify">La stessa trattativa per il rinnovo del CCNL delle TLC dimostra che il sistema contrattuale italiano è rimasto ancorato da più di trent’anni a metodi consociativi e antidemocratici e legato alle rigide regole della politica dei redditi, grazie al quale gli adeguamenti salariali sono stati sistematicamente tenuti sotto il livello dell’inflazione reale senza che sia possibile prevedere miglioramenti effettivi.</p>
<p class="text-justify">A peggiorare la situazione, gli eventi delle ultime settimane segnano un cambio epocale che scuote le coscienze di tutti. I vertici europei, nazionali e (quasi) tutti i leader dei principali partiti colgono l'occasione per accelerare il dirottamento delle risorse destinate alla spesa sociale in favore della spesa militare, erodendo ancor di più il salario reale.</p>
<p class="text-justify">USB Telecomunicazioni invita tutti i lavoratori ad attivarsi e a partecipare alla <strong>mobilitazione, </strong>alternativa alla piazza guerrafondaia promossa da Michele Serra,<strong> che si terrà alle 15,30 di sabato 15 marzo in piazza Barberini,</strong> che indichi la possibilità di lavorare assieme per la pace, il welfare, la salvaguardia della democrazia e contro la repressione e la limitazione delle libertà prevista da vecchi e nuovi pacchetti sicurezza.</p>
<p class="text-center"><strong>LOTTARE TUTTI INSIEME PER CAMBIARE, DIFENDERE DIRITTI, SALARIO, DIGNITA’.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB TELECOMUNICAZIONI</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 06 Mar 2025 12:00:56 +0100</pubDate>
                        <title>ERICSSON: LICENZIATI E SOSTITUITI DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE</title>
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		                        		https://telecomunicazioni.usb.it/leggi-notizia/ericsson-licenziati-e-sostituiti-dallintelligenza-artificiale-1206.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>PER USB SONO LICENZIAMENTI INACCETTABILI!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Gli ultimi anni della storia aziendale di Ericsson in Italia sono costellati da drammatiche aggressioni all’occupazione, con il susseguirsi di procedure di licenziamento collettivo che in pochi anni hanno ridotto drasticamente il numero dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Recentemente l’azienda ha però raggiunto un upgrade padronale: avviando addirittura una procedura di licenziamento individuale concretizzatasi il 28 febbraio scorso ai danni di 5 lavoratori (4 in TEI a Roma e 1 in EPI a Milano) a cui è stato comunicato la soppressione immediata della loro posizione lavorativa.</p>
<p class="text-justify">Pertanto, senza nessuna ipotesi di ricollocamento, sono state gettate nella disperazione 5 famiglie.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La spietata volontà dell’aziendale, in barba alle relazioni sindacali e in spregio a qualunque possibilità di ricollocazione, rischia di creare un pericoloso precedente: il ricorso indiscriminato all’Intelligenza Artificiale per la sostituzione delle mansioni di lavori d’ufficio soprattutto per quelle che richiedono maggiori capacità cognitive e creative e che ha come unica prospettiva la riduzione dei posti di lavoro e l’aumento inarrestabile della disoccupazione.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Come USB nei confronti di un’azienda che non mostra nessuna riconoscenza a quei lavoratori e lavoratrici che l’hanno resa grande e che in maniera disumana se ne sbarazza senza battere ciglio, non ci limiteremo solo a denunciare tali condotte, ma daremo anche tutela ai lavoratori licenziati e nel frattempo organizzeremo iniziative di solidarietà e lotta.</p>
<p class="text-center"><strong>USB Lavoro Privato - Settore Telecomunicazioni</strong></p>
<p class="text-center"><strong>RSU ERICSSON IT Solutions &amp; Services</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Feb 2025 10:48:11 +0100</pubDate>
                        <title>Telecomunicazioni, Inps Servizi: siamo stanchi delle parole, è il momento di farci sentire </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo due anni il processo di internalizzazione del CMM è ancora monco, c'è stata di fatto un'assunzione ex novo per i lavoratori e le lavoratrici di Inps Servizi, ma manca la parte più importante: <strong>la dignità e il salario</strong>!</p>
<p>Stanchi delle parole ora è arrivato il momento di farci sentire, per questo è stata avviata da parte della USB la procedura di raffreddamento nell'azienda Inps Servizi.</p>
<p>Non è più tollerabile che, in seno all’INPS, permangano condizioni di povertà, di part-time involontario, di mancanza di dignità per i lavoratori e le lavoratrici di INPS Servizi.</p>
<p>In seguito al mancato avanzamento economico del progetto di internalizzazione, all’assenza di un piano di sviluppo economico e di un piano industriale è necessario agire.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici sono pronti a mettersi in gioco per il superamento delle questioni salariali, un'emergenza che si innesta in un contesto nazionale che vede l'inflazione ai massimi storici, in un settore storicamente povero e ad alta presenza femminile.</p>
<p>Il nostro compito è ora mettere in discussione questo modello di azienda che impoverisce i lavoratori e non propone una via d'uscita a breve termine. La via che dobbiamo intraprendere è quella della dignità attraverso l'ampliamento dei servizi, dell'aumento salariale, dell'aumento delle ore per i p.t. involontari senza mai demordere sull'obiettivo ultimo della vera</p>
<p>internalizzazione dei lavoratori nell'organico dell'istituto, perché l’unica via è quella del completamento del processo di internalizzazione! non verbis factis, id satis est.</p>
<p>USB CCM INPS SERVIZI</p>]]></content:encoded>
			
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