Fondo Sanità TLC: stesso lavoro, stesse tutele. No ai fondi sanità privati nelle telecomunicazioni

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Il Fondo Sanità TLC, previsto dal 1° luglio 2026 con il rinnovo del CCNL Telecomunicazioni, viene presentato come una nuova copertura sanitaria di settore. Accanto ad ASSILT nasce un fondo con prestazioni diverse e tutele più deboli,che non comporta l’estensione dei diritti, ma il rischio dicreare nuove disuguaglianze.

ASSILT nasce come assistenza sanitaria integrativa aziendale, legata agli accordi interni e costruita per integrare il Servizio Sanitario Nazionale per le lavoratrici e i lavoratori Telecom. Il Fondo Sanità TLC nasce invece come copertura di settore. Se i due strumenti convivono con costi, prestazioni e garanzie differenti, la disparità diventa strutturale: da una parte tutele più ampie, dall’altra coperture più fragili.

ASSILT è solidarietà aziendale, salario differito e tutela collettiva. Il Fondo TLC rischia di ridursi a una copertura minima, più esposta alla logica assicurativa e meno capace di garantire diritti reali.

Per USB, una doppia gestione che produce tutele diverse non è equilibrio: è discriminazione. Non possiamo accettare un sistema in cui alcuni mantengono diritti pieni e altri ricevono coperture ridotte. Le tutele migliori vanno estese, non divise; i costi non possono essere scaricati su lavoratrici e lavoratori.

ASSILT costa di più perché garantisce di più; il Fondo Sanità TLC costa meno perché rischia di coprire il minimo. Così non si supera la disparità: la si rende permanente, dividendo le lavoratrici e i lavoratori tra serie A e serie B, e questo per noi di USB è inaccettabile.

Bisogna implementare e favorire il Servizio Sanitario Nazionale, non la crescita della sanità integrativa, che se non governata indebolisce il sistema pubblico favorendo circuiti privati, appalti ed esternalizzazioni ed aumenta le disuguaglianze nell’accesso alle cure. La salute deve restare un diritto universale garantito dal Servizio Sanitario Nazionale; i fondi integrativi devono essere complementari, mai sostitutivi.

L’espansione dei fondi sanitari non è neutra: agevolazioni fiscali, risorse verso circuiti assicurativi e interessi privati spingono la sanità integrativa, mentre il pubblico resta sottofinanziato e il privato guadagna terreno.

USB chiede la difesa integrale di ASSILT, l'estensione delle migliori tutele a chi oggi ne è privo, il superamento di ogni doppia gestione discriminatoria, nessuna armonizzazione al ribasso e più investimenti nel Servizio Sanitario Nazionale.

NO A LAVORATRICI E LAVORATORI DI SERIE A E DI SERIE B.

UNA SOLA SANITÀ, UGUALI TUTELE, E ZERO DISCRIMINAZIONI.