GRUPPO DISTRIBUZIONE S.p.A. BASTA PERSECUZIONI: LA DISCIPLINA DIVENTA UN’ARMA CONTRO CHI LAVORA

Mentre l’azienda continua a scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle proprie rigidità organizzative e delle proprie scelte autoritarie, cresce un clima inaccettabile fatto di pressioni, intimidazioni e uso distorto dello strumento disciplinare. Di fronte a questo ennesimo attacco alla dignità del lavoro, non si può restare in silenzio: occorre denunciare, contrastare e organizzare la risposta collettiva.

 

Nazionale -

 

La scrivente Organizzazione Sindacale denuncia con fermezza l’ennesima manifestazione di un modello aziendale autoritario, che utilizza lo strumento disciplinare non per garantire correttezza, ma come leva sistematica di pressione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Quello che sta emergendo non è episodico, ma strutturale: contestazioni pretestuose, rigidità burocratica e totale mancanza di rispetto per la dignità di chi, ogni giorno, assicura il funzionamento dell’azienda.

Siamo di fronte a una vera e propria DERIVA DISCIPLINARE.

Nel concreto:

  • vengono contestati ritardi di pochi minuti, del tutto irrilevanti, trasformandoli strumentalmente in infrazioni disciplinari;
  • non viene riconosciuto il lavoro realmente svolto, anche quando il tempo viene integralmente recuperato;
  • i permessi vengono negati senza adeguata motivazione, scaricando sui lavoratori le inefficienze organizzative;
  • i sistemi di rilevazione presenze vengono utilizzati in modo distorto e punitivo;
  • le comunicazioni formali dei lavoratori restano senza riscontro, in violazione delle più elementari regole di correttezza;
  • le condizioni personali e di salute vengono ignorate, in contrasto con gli obblighi di legge e con il CCNL.

Questo non è management: è un modello punitivo, miope e inaccettabile, che tenta di scaricare sui lavoratori le responsabilità aziendali.

È grave e inaccettabile costruire contestazioni disciplinari su elementi marginali, mentre vengono sistematicamente ignorati i diritti contrattuali e le responsabilità datoriali.

Il CCNL Telecomunicazioni, lo Statuto dei Lavoratori e le norme sulla tutela della salute e della dignità non sono facoltativi.

La realtà è evidente: si sta tentando di normalizzare un clima di controllo e pressione continua, dove anche pochi minuti diventano un pretesto per colpire.

NOI QUESTO NON LO ACCETTIAMO

Chiediamo con forza:

  • lo stop immediato delle contestazioni disciplinari pretestuose;
  • il rispetto sostanziale — non solo formale — del CCNL TLC;
  • trasparenza nella gestione di orari, permessi e presenze;
  • il pieno riconoscimento dell’effettiva prestazione lavorativa;
  • il ripristino di condizioni di lavoro dignitose.

In assenza di un immediato cambio di rotta, metteremo in campo tutte le iniziative necessarie, fino alla mobilitazione, a tutela collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori.

NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO