I lavoratori Alitalia e Almaviva Dicono NO a CGIL CISL UIL e alle condizioni capestro dei padroni. Anche nelle Telecomunicazioni siamo pronti a dare battaglia per difendere salari, diritti e democrazia

Roma -

I lavoratori Almaviva per opporsi alle condizioni schiavistiche in cui volevano condurli azienda, governo e sindacati confederali, hanno detto NO e subìto la più grave delle rappresaglie con il licenziamento che ha gettato nel lastrico tutti i 1666 dipendenti della sede di Roma e le loro famiglia. USB non smetterà MAI di essere al loro fianco e di lottare insieme per denunciare quanto accaduto e pretendere la riapertura di questa vertenza e la legittima riassunzione di tutti e tutte.

I lavoratori Alitalia hanno risposto con un sorprendente NO al referendum drogato dal preaccordo già sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac e Anpav sostenuto dal governo sceso direttamente in campo a sostegno del SI. USB è stata l’unica Organizzazione Sindacale che ha partecipato alle trattative ad assumersi la responsabilità di non sottoscrivere l'intesa proprio perché ritenuta insostenibile in molti dei suoi contenuti, manchevole rispetto al problema delle centinaia di precari espulsi e dell’avvio dell’indispensabile confronto sulle regole di sistema per l’intero settore, oltre che basata su un Piano Industriale giudicato da tutti gli esperti come sbagliato e insufficiente; tutto questo è accaduto dentro una narrazione mendace e asservita dei giornalisti di regime che, tra le altre cose, parlano di taglio sui salari dei naviganti del solo 8% mentre complessivamente è oltre il 25%.

I lavoratori TIM stanno approvando con un plebiscito, nel corso delle tante assemblee, la ipotesi di piattaforma proposta da USB, COBAS, SNATER, CISAL e CUB insieme al CLAT, marcando una distanza significativa dalle ennesime proposte peggiorative dell’azienda a cui i confederali non hanno mai posto freno né intenderebbero farlo adesso, visto il permanere di tutti i reciproci vantaggi dalle regole monopoliste sulla rappresentanza al Jobs Act. Sta nascendo invece una opposizione nuova, collegiale, unitaria e convinta destinata solo a crescere e a rafforzarsi e a porsi come vera alternativa. Siamo pronti anche noi, insieme agli altri, a dare battaglia e a voler chiudere decenni di contrattazioni al ribasso.
CHIEDIAMO:
INTERNALIZZAZIONI DELLE ATTIVITA’ DEI CALL CENTER PRESSO I COMMITTENTI PUBBLICI E PRIVATI, RIASSUNZIONE DEI LICENZIATI ALMAVIVA CON FORTE PRESA DI RESPONSABILITA’ DA PARTE DEL GOVERNO
RI-NAZIONALIZZAZIONE DELLE AZIENDE STRATEGICHE A PARTIRE DA ALITALIA E TIM PER RESTITUIRE AL PAESE ASSET STRATEGICI INDISPENSABILI IN QUALSIASI PAESE CIVILE
NAZIONALIZZARE E’ POSSIBILE E NON ESISTE ALTERNATIVA
BASTA FINANZIAMENTI PUBBLICI SOLO A BANCHE E IMPRESE CHE POI FALLISCONO SENZA PAGARE PEGNO, ORA E’ IL MOMENTO DI TORNARE AD UNA VITA CIVILE E PRODUTTIVA CON UN CONTROLLO PUBBLICO, RESPONSABILE, COLLETTIVO, SOLIDALE E SCIENTIFICO.

Articolo 43 della Costituzione Italiana (che abbiamo salvato il con referendum del 4 dicembre)
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

USB Lavoro Privato – Settore Telecomunicazioni

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