LAVORO, TECNOLOGIA E DIRITTI NELL’ERA DELL’AI
L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie sono spesso presentate come progresso inevitabile, ma stanno già causando licenziamenti e precarietà. I costi di questa trasformazione gravano sui lavoratori, mentre profitti e potere si concentrano nei grandi gruppi industriali e finanziari. Come Unione Sindacale di Base, rifiutiamo la narrazione che giustifica la perdita di posti di lavoro per innovazione: tecnologia senza regole e diritti diventa strumento di sfruttamento. Proponiamo un modello alternativo, dove l’innovazione migliori condizioni di vita e lavoro, non cancelli diritti. Difendere il lavoro nell’era dell’AI significa difendere dignità, giustizia sociale e futuro.
LAVORO, TECNOLOGIA E DIRITTI NELL’ERA DELL’AI
L’Intelligenza Artificiale sta già sostituendo lavoratrici e lavoratori
La trasformazione tecnologica attuale, simile a una rivoluzione industriale, sta cambiando il lavoro, rendendolo meno remunerato e riducendo posti nei servizi tramite la dematerializzazione. L'automazione e la digitalizzazione, se non gestite strategicamente, possono accentuare le disuguaglianze sociali. Alcune aziende hanno già sostituito fino al 10% del personale con sistemi automatizzati; per i lavoratori, il maggiore ostacolo è adattarsi all'AI. Le rivoluzioni industriali sono complesse e molti lavoratori stanno affrontando le conseguenze della sostituzione tecnologica.
La società moderna è composta da un gran numero di individui e presenta i seguenti aspetti:
- L'evoluzione tecnologica accelera e i profitti mostrano una crescita costante.
- La forza lavoro si riduce mentre le politiche di tutela rimangono invariate.
L'evoluzione attuale dell'intelligenza artificiale sta delineando nuovi scenari nel contesto lavorativo, aumentando la probabilità che alcune mansioni vengano automatizzate.
Tale trasformazione si riflette in diversi fenomeni:
- Ampie fasce di lavoratori digitalmente vulnerabili e facilmente sostituibili
- Una limitata élite composta da super-specialisti
- Multinazionali che supervisionano e gestiscono le operazioni a livello centrale
Questa è solo una fase iniziale. In Italia, la forza lavoro è soggetta a un numero superiore di ore lavorative, con retribuzioni più basse e una maggiore durata del periodo lavorativo rispetto ad altri Paesi, nei quali l'orario di lavoro si è ridotto progressivamente negli ultimi anni.
Nel panorama internazionale attuale, l'intelligenza artificiale contribuisce in modo rilevante alla diminuzione della domanda di manodopera e all'aumento dei profitti. In tale contesto, una possibile risposta razionale consiste nella riduzione dell'orario di lavoro, mantenendo invariato il salario, ipotizzando una settimana lavorativa di 32 ore distribuite su quattro giorni.
Proteggere le retribuzioni, la preservazione dei posti di lavoro e la gestione degli effetti causati dall'automazione e dall'intelligenza artificiale sulle trasformazioni del settore industriale rappresentano obiettivi fondamentali.
Attualmente, l'Italia si trova in una posizione vulnerabile a causa della crisi energetica, dei dazi commerciali e dei conflitti internazionali, rischiando conseguenze più gravi rispetto ad altri paesi europei. È essenziale che la Cassa integrazione non sia usata solo per coprire bassi salari.
Per affrontare queste sfide, è necessaria una strategia fondata su:
- Nazionalizzazione dei settori strategici
- Intervento pubblico per ridurre le fragilità e i divari tecnologici
- Un SALARIO DI TRANSIZIONE che copra il 100% del salario perso e sia indicizzato all’indice FOI.
L’AI non deve diventare uno strumento di licenziamento di massa, la tecnologia deve migliorare la vita delle persone, non distruggerla.
Difendiamo il lavoro !!! Difendiamo i diritti !!!