SMART WORKING: DA ACI MOBILITY ANCORA UN NO SENZA UNA VERA MOTIVAZIONE!

USB INVITA A FARE TESORO DELL'ESPERIENZA

Roma -

Nel corso dell’incontro odierno, richiesto dalla nostra Organizzazione Sindacale, abbiamo rappresentato all’Azienda gli effetti della riduzione dello smart working nel mese di gennaio. Tale scelta ha generato difficoltà logistiche e organizzative, aggravando un clima già complesso nei reparti Operation (Front e Back) e Broadcast della sede di Largo Somalia.

Abbiamo evidenziato come la diminuzione delle giornate da remoto abbia avuto impatti negativi sul benessere del personale e, di conseguenza, sulle prestazioni lavorative. In particolare, molti lavoratori hanno registrato ritardi dovuti al traffico e al maltempo, con ripercussioni sull’erogazione dei servizi. L’aumento della presenza fisica ha inoltre creato criticità legate alla gestione delle attività, con effetti sui livelli di attenzione e sullo stress.

Per il reparto Broadcast abbiamo ricordato che la riduzione di una giornata di smart working contrasta con la richiesta aziendale di garantire comunque almeno un operatore da remoto per turno, aumentando ulteriormente la complessità organizzativa.

Abbiamo richiamato anche le problematiche già segnalate allo Spresal negli anni passati — carichi di lavoro elevati, carenza di personale e condizioni che favoriscono stress, ansia e, in alcuni casi, vere e proprie crisi di disagio psicologico, fenomeni purtroppo in crescita.

È stato inoltre ribadito come la percentuale del 60% di smart working adottata nel 2025 abbia prodotto risultati positivi: riduzione delle assenze per malattia, buona produttività, assenza di disservizi in presenza e un numero minimo di ritardi.

Alla luce di questi dati abbiamo chiesto perché non proseguire su una strada che ha dimostrato di portare beneficio sia ai lavoratori sia all’Azienda, ed eventualmente estenderla ad altri settori che potrebbero trarne vantaggio.

Da anni riceviamo risposte evasive e richieste di ulteriori “valutazioni”, mentre il tempo che passa incide sulla salute e sulla vita privata dei lavoratori. Ricordiamo che la nostra richiesta di mantenere il 60% di smart working rappresenta una misura minima rispetto agli interventi strutturali che sarebbero necessari.

USB ha comunicato che, se entro i 15 giorni indicati dall’Azienda non arriveranno risposte concrete, sarà costretta a proclamare lo stato di agitazione. È importante sottolineare che USB sceglie azioni di protesta solo dopo reiterati tentativi di dialogo costruttivo e dopo aver avanzato proposte migliorative.

Il lavoro è un valore fondamentale, ma lo è anche l’impegno, la professionalità e la disponibilità costante che i lavoratori dimostrano ogni giorno. Il mantenimento del posto di lavoro non è una concessione: è il risultato del contributo di persone competenti, affidabili ed efficienti.

Rsa USB Lavoro Privato