WINDTRE PDR 2026: RISULTATI POSITIVI ?

ALLORA PIÙ SALARIO

USB: NO AI TAGLI MASCHERATI DA WELFARE

Nazionale -

 

L'incontro nazionale sul rinnovo del Premio di Risultato 2026 si è chiuso senza alcuna firma: la proposta aziendale è stata giudicata irricevibile.

L'Azienda ha messo sul tavolo una proposta che taglia il valore economico del PDR, cambia le regole di erogazione e prova a mascherare l'arretramento con una misura di welfare pensata per rendere più digeribile il sacrificio richiesto alle lavoratrici e ai lavoratori.

Di fronte alla netta opposizione delle Organizzazioni Sindacali, l'Azienda si è limitata a uniformare l'importo welfare, eliminando le differenze legate al profilo orario. Un passo minimo, che peraltro lascia ancora fuori una parte delle lavoratrici e dei lavoratori destinatari di altri sistemi incentivanti.

Troppo poco. E soprattutto troppo lontano da ciò che serve davvero.

Il punto politico resta uno solo: mentre l'Azienda rivendica risultati economici positivi, prova a ridurre il salario variabile di chi quei risultati li rende possibili ogni giorno con lavoro, competenza e responsabilità.

USB lo dice con chiarezza e senza giri di parole: il salario non si taglia e non si baratta. Basta accordi al ribasso.

Il welfare può essere un'integrazione, non una foglia di fico. Non può servire a coprire una riduzione delle retribuzioni né a far passare come vantaggio ciò che resta, nei fatti, un arretramento salariale.

USB richiama un principio fondamentale: il salario non è solo ciò che entra oggi in busta paga (salario diretto), ma anche ciò che sostiene pensioni, sanità pubblica e tutele sociali (salario differito). Per questo preoccupa il ricorso crescente a premi detassati e strumenti decontribuitivi al posto di veri aumenti salariali strutturali: il vantaggio immediato può sembrare maggiore, ma nel tempo si svuotano le risorse destinate al welfare pubblico e ai diritti collettivi.

Il problema non sono le agevolazioni fiscali in sé, ma il loro uso per comprimere il salario contrattuale, abbassare il costo del lavoro e spostare ricchezza dall'area dei diritti collettivi a quella della convenienza aziendale.

Per queste ragioni la proposta aziendale non è stata sottoscritta.

Il confronto proseguirà nel Comitato PDR, ma per USB un punto deve essere chiaro fin da subito: nessuna firma può arrivare senza il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, che dovranno potersi esprimere prima di qualsiasi decisione.

USB continuerà a informare con trasparenza e a sostenere una posizione netta: non accetteremo accordi costruiti per ridurre il costo del lavoro. Vogliamo intese che aumentino salari, rafforzino diritti e restituiscano alle lavoratrici e ai lavoratori una parte reale della ricchezza che producono.

Servono più salario diretto, più salario differito e una vera redistribuzione della ricchezza prodotta.