Telecom Italia Sparkle – Accordo su gestione esuberi (Legge 223/91)

Questo accordo è l’ennesima dimostrazione di un sistema malato, che scarica sui lavoratori il costo di scelte politiche e industriali fallimentari. Tra età pensionabile sempre più alta e assenza totale di ricambio, si spinge di fatto all’uscita anticipata.

USB firma solo per strappare condizioni migliori e garantire la volontarietà, senza arretrare di un millimetro nella denuncia di questo modello.

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In data 9 giugno 2026, la Segreteria TLC USB e le RSU sono state convocate da Unindustria e Telecom Italia Sparkle per la definizione di un accordo relativo alla gestione di 10 esuberi presso l’unità produttiva di Roma, ai sensi della Legge 223/91.

L’accordo prevede:

  • gli esuberi saranno gestiti solo su base volontaria
  • priorità di accesso ai lavoratori vicini al pensionamento (anzianità o vecchiaia)
  • integrazione aziendale della NASPI fino al 100% della retribuzione netta, inclusi tredicesima e premio annuo
  • adesione volontaria possibile anche per chi non è ancora pensionabile, con incentivi aggiuntivi fino a un massimo di due anni

Alla luce del numero contenuto di esuberi e delle condizioni complessivamente favorevoli, in particolare per i lavoratori più prossimi alla pensione, USB ha sottoscritto l’accordo.

Si evidenzia come elemento centrale e imprescindibile la volontarietà delle adesioni, principio che, anche in precedenti accordi analoghi in TI Sparkle, è sempre stato rispettato, senza alcuna forma di pressione o forzatura da parte aziendale.

L’accordo si inserisce nel solco di quanto già definito in data 30 aprile 2026, in relazione a ulteriori 16 uscite tramite il Fondo di Solidarietà Bilaterale delle TLC, anch’esso sottoscritto dalle RSU USB.

Pur in presenza di condizioni tecniche che rendono l’accordo sostenibile, permangono forti criticità di carattere generale:

  • il ricorso a tali strumenti è diretta conseguenza di una età pensionabile sempre più elevata e insostenibile
  • l’adesione da parte dei lavoratori è spesso determinata da una condizione di esasperazione, finalizzata ad anticipare l’uscita dal mondo del lavoro
  • l’assenza di politiche di ricambio generazionale produce una riduzione strutturale dell’occupazione
  • si determina un progressivo squilibrio tra lavoratori attivi e platea dei pensionati/prepensionanti

USB ribadisce che tali strumenti non possono rappresentare una soluzione strutturale.

È necessaria una riforma complessiva del sistema pensionistico che restituisca sostenibilità sociale e dignità ai lavoratori, superando l’attuale modello che scarica sulle singole realtà produttive la gestione di problematiche di natura generale.

Si sottolinea inoltre come l’attuale Governo abbia disatteso gli impegni assunti in tema di abbassamento dell’età pensionabile.

USB continuerà a monitorare l’applicazione dell’accordo, garantendo il rispetto della volontarietà e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.