TI Sparkle Sondaggio sul Lavoro Agile

In data 10/3/2022, le RSU di TI Sparkle hanno inviato un sondaggio a gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori di TI Sparkle per cercare di capire quale sia lo stato d’animo a seguito della decisione aziendale unilaterale di riportare i dipendenti in ufficio per tre giorni a settimana a partire da maggio, invece dei due giorni auspicati, in controtendenza con altre aziende.

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La popolazione aziendale è stata intervistata mediante e-mail, un canale dimostratosi in questo caso più efficiente di SurveyMonkey o Google Forms. Il campione delle persone che hanno risposto ha raggiunto quasi le 200 unità, un campione molto significativo della popolazione aziendale, a fronte di circa 450 intervistati.

I risultati sono riassunti nel grafico a torta, e i risultati si possono così riassumere:

  • Poco meno della metà (circa 90 colleghi), è propenso a continuare il lavoro agile per 5 giorni a settimana, per motivi che si suddividono tra le cure familiari, problemi di salute e costi/tempi di viaggio, considerando l’insufficienza dei mezzi di trasporto sia pubblici (per esempio, il treno Roma Lido) che privati (le navette).
  • Le motivazioni del 5/5 si intrecciano, perché i lunghi spostamenti tolgono tempo alle cure per bambini, anziani o disabili. Le misure di legge, tipo la 104, non riescono ovviamente a coprire tutte le esigenze, quindi il lavoro agile 5/5 permetterebbe di aggiungere ulteriori vantaggi e flessibilità alla legislazione vigente.
  • Un quarto sarebbe favorevole a un regime flessibile di Lavoro Agile, nel quale il lavoratore si reca in ufficio solo quando sia necessario e in accordo con i responsabili e i colleghi. È chiaro che si tratta di un approccio “evoluto” che richiede collaborazione e lealtà da parte di tutti, ed è più difficilmente ottenibile.

Poco più di un quarto sarebbe propenso ad ottenere almeno 3 giorni di lavoro agile, invece dei 2 canonici.

Il sondaggio, pur avendo avuto come target i lavoratori di un’azienda ICT specifica del gruppo TIM (Sparkle), e una sola località geografica (Roma), ha messo in luce alcuni elementi significativi che possono essere messi a fattor comune con le altre aziende del gruppo e con altri territori.

Infatti, la dimensione del campione permette di rappresentare un ampio ventaglio di situazioni e problematiche individuali. Il risultato principale è che, a fronte di due anni nei quali l’organizzazione del lavoro, del tempo libero, delle cure familiari, della vita in generale è cambiata in modo radicale, la soluzione 5 giorni su 5 è fortemente auspicata da una buona fetta di lavoratori e lavoratrici (circa la metà).

In alternativa, soluzioni di Lavoro Agile con prevalenza di operatività al di fuori dell’ufficio (per almeno tre giorni a settimana) oppure soluzioni altamente flessibili nelle quali ci si reca in ufficio solo sulla base di esigenze specifiche, senza calendarizzare a priori le presenze, sono gradite dalla restante parte della popolazione.

Non dimentichiamoci comunque anche dei rischi del Lavoro Agile, come l’auto-sfruttamento con la “iper-connessione”, messi in luce da recenti ricerche di Diritto del Lavoro.

Sarà quindi necessario, tramite specifici accordi sindacali, disciplinare al meglio questa nuova “normalità” al fine di evitare abusi da parte delle Aziende, ove purtroppo la disciplina vigente (L. n.81/2017 e Protocollo del 7/12/2021) lascia molti margini di ambiguità e discrezionalità.

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