TIM: Formazione, Ferie e giornate di sospensione (CdE)

Tra inviti alla fruizione delle ferie e dei permessi, giornate di solidarietà, obblighi formativi e impegni lavorativi per garantire un adeguato presidio delle attività, la situazione è diventata insostenibile sia per la qualità dell’attività lavorativa che per la conciliazione tempo vita/lavoro.

Nazionale -

Nel corso dello scorso fine settimana molti colleghi hanno ricevuto via e-mail da parte di HRO la comunicazione con cui venivano informati dello spostamento della giornata di sospensione dedicata alla formazione di questa settimana.

Pur comprendendo che la gestione dei calendari di CdE dedicati alla Formazione è centralizzata e coinvolge tutta l’Azienda, quindi è molto complessa e ha moltissimi vicoli, ci domandiamo però se non sarebbe stato più corretto, nel rispetto dei colleghi, comunicare anche le motivazioni dello slittamento.

Considerati gli inviti più o meno espliciti alla fruizione delle Ferie e dei permessi, le giornate di solidarietà, gli impegni lavorativi per garantire un adeguato presidio delle attività, tali spostamenti mal si conciliano con il tempo vita/lavoro.

Considerato il breve preavviso di quattro giorni lavorativi nel comunicare lo slittamento delle date di formazione, con il rischio di dover ripianificare le giornate di ferie, ci chiediamo:

  • lo slittamento della giornata di formazione come verrà riprogrammata?
  • la giornata di formazione non fruita come verrà retribuita?
  • come intende agire l’azienda per il mese di dicembre per conciliare le ferie, le giornate di solidarietà e la formazione senza inficiare l’attività lavorativa?

Sarebbe inoltre interessante comprendere quanto i corsi di formazione abbiano permesso il raggiungimento dell’obbiettivo di aggiornare le competenze e le professionalità digitali dei propri dipendenti.

A distanza di circa un anno, sulla base dell’esperienza riscontrata, ci sembra infatti sempre più evidente l’inefficacia della formazione per la ricollocazione professionale in nuove attività pregiate e per l’accrescimento delle capacità professionali, data la totale mancanza di misurazione della reale efficacia dei corsi erogati.

L’unica certezza che ci appare, nel solco di quanto pattuito con le OOSS stipulanti, è quella che tra obblighi formativi, solidarietà e fruizione delle ferie come nei desiderata dell’azienda, la situazione è insostenibile sia sul fronte del presidio che della qualità dell’attività lavorativa da garantire.

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