TUTELARE LA SALUTE NON IL PROFITTO

In occasione del vertice del G20 sul tema della salute (“Global Health Summit”), come USB insieme ad altre organizzazioni sociali e politiche scenderemo in piazza sabato 22 maggio a Roma in Piazza della Repubblica, dove si terrà una manifestazione nazionale a partire dalle ore 14.

Nazionale -

La pandemia ha mostrato un sistema sanitario efficiente laddove hanno resistito strutture ancora pubbliche, al contrario di quelle regioni nelle quali la privatizzazione è stata più massiccia. Questo dimostra la grave insufficienza di un sistema sanitario fondato esclusivamente sul profitto e sul mercato.

Rimarrà deluso chi pensava che dopo anni di disintegrazione del sistema sanitario pubblico la pandemia avrebbe portato a individuare la tutela della salute come prezioso investimento e non come una spesa da abbattere.

Nessun cambio di passo né di visione, anzi quello che si profila è un brusco ritorno alla gestione e al finanziamento del SSN pre-pandemia, sacrificando al mercato la salute delle persone.

Altro che potenziamento della sanità pubblica! Basta analizzare il finanziamento previsto per la Sanità pubblica dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dal DEF del mese scorso, in cui si certifica una riduzione percentuale significativa delle risorse rispetto a quella attuale, che tornerà ad essere inferiore alla media UE.

La maggior parte delle scarse risorse destinate alla sanità, a fronte dei tagli che hanno decimato ospedali, posti letto e personale, è destinata al rafforzamento dei servizi domiciliari e dei servizi territoriali attraverso centrali operative territoriali e case della salute, che sarebbero molto utili come poli ambulatoriali locali dove risolvere il 90% delle problematiche comuni, invece di ricorrere ai pronto soccorso intasati ma che temiamo potrebbero rappresentare un ricco piatto sul quale rapaci privati convenzionati sono pronti a banchettare.

Ci troviamo di fronte a un quadro nel quale, in assenza di qualsiasi ipotesi di assunzione di personale sanitario, tutti i servizi saranno appaltati e dati in gestione, proseguendo così nella privatizzazione della sanità che, come verificato ampiamente durante l’emergenza Covid, così tante conseguenze negative ha provocato nelle regioni nelle quali il processo è più avanzato.

Per questi motivi, in occasione del vertice del G20 sul tema della salute (“Global Health Summit”), come USB insieme ad altre organizzazioni sociali e politiche scenderemo in piazza sabato 22 maggio a Roma, dove si terrà una manifestazione nazionale a partire dalle ore 14.

Ci mobiliteremo contro i tagli e le privatizzazioni, come l’istituzionalizzazione del welfare aziendale, che hanno indebolito la sanità pubblica.

Al di là di vuote dichiarazioni di principio usate come cortina fumogena, per contenere la presa di coscienza sociale sul fallimento del modello di sviluppo che non è in grado di proteggere e curare la popolazione, non è prevista nessuna ripresa dell’intervento pubblico neanche nel sistema sanitario.

I piani vaccinali nazionali, al pari delle vaccinazioni nei luoghi di lavoro infatti, scavalcano completamente i criteri di età e fragilità e alimentano le disuguaglianze.

Per questo saremo in piazza contro la politica degli affari, per i vaccini e la sanità pubblica, per la giustizia sociale e il diritto di tutti a lavorare e vivere dignitosamente senza rischiare salute e vita.

È molto importante far sentire la nostra voce a favore di un modello sociale solidale, di sistemi sanitari e accesso alle cure non vincolati alle condizioni economiche delle persone e dei paesi, per la cancellazione dei brevetti per vaccini e medicamenti essenziali, per consentire una produzione allargata ad altri paesi e per una ricerca pubblica a beneficio dei cittadini.

Condizioni minime per rendere possibile l’uscita per tutti dalla pandemia.

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