INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE TLC

L’IA NON SI PAGA CON LICENZIAMENTI E SFRUTTAMENTO: PIÙ SALARIO, MENO ORARIO, PIÙ OCCUPAZIONE

Nazionale -

 

L’intelligenza artificiale entra nel customer care, nel back office e nelle attività tecniche, amministrative e commerciali. Ma non crea valore senza il contributo di chi corregge gli errori, verifica i risultati e garantisce i servizi. Non accettiamo che alle imprese vadano i profitti e a chi lavora restino precarietà, controllo e tagli.

L’innovazione deve tradursi in salari più alti, più tempo libero e più occupazione, non in posti di lavoro cancellati e diritti ridotti.

LE RIVENDICAZIONI USB: CONDIZIONI NON NEGOZIABILI

Salario e professionalità: il valore prodotto va pagato

  • Indennità IA di almeno 150 euro lordi mensili per chi utilizza o supervisiona i sistemi e di almeno 250 euro per chi ne valida i risultati e ne assume la responsabilità.
  • Premio annuo, inquadramenti adeguati e riconoscimento delle nuove competenze.

Produttività e orario: i profitti tornino a chi li produce

  • Almeno il 30% dei benefici economici dell’IA deve tornare a lavoratrici e lavoratori.
  • I benefici della produttività devono tradursi in aumenti salariali, nuova occupazione e una riduzione dell’orario di 2 ore settimanali a parità di retribuzione.

Occupazione e formazione: nessuno deve essere lasciato indietro

  • No a licenziamenti, demansionamenti e appalti mascherati con il pretesto dell’IA.
  • Percorsi di riqualificazione senza perdita di salario, livello o anzianità e almeno 24 ore annue di formazione retribuita, svolta in orario di lavoro e a carico delle aziende.

Controllo umano e contrattazione: fermare l’arbitrio degli algoritmi

  • Nessuna decisione automatica su assunzioni, premi, valutazioni, trasferimenti, procedimenti disciplinari e licenziamenti.
  • No ad aumenti unilaterali di target, KPI e carichi di lavoro.
  • Informazione preventiva, trasparenza sugli algoritmi e contrattazione obbligatoria sulle ricadute organizzative.

USB non firmerà accordi al ribasso né ratificherà scelte imposte. Sull’IA la contrattazione deve precedere le decisioni, non seguirle. Occupazione, salario e professionalità non si barattano. Alle forzature aziendali risponderemo con l’organizzazione e la mobilitazione.

Il 30 ottobre scioperiamo: contro il caro vita, per recuperare il potere d’acquisto dei salari, ridurre l’orario e difendere ogni posto di lavoro. Non accettiamo che l’innovazione diventi un alibi per tagliare occupazione e diritti. Il valore lo produciamo noi: deve tornare a chi lavora, in salario, tempo e tutele. Il nostro futuro non si decide sopra le nostre teste.

L’IA NON CANCELLA CHI LAVORA.

IL PROGRESSO SI MISURA IN DIRITTI, NON IN LICENZIAMENTI.